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Recensioni | Pubblicato il 12 luglio 2013

Disclosure Settle

Disclosure

Settle

Genere: dance, house

Anno: 2013

Casa Discografica: Pmr Records

Servizio di:

Non che ci si stupisca più quando ragazzini, che non sono ancora usciti dalla pubertà, sfornano remix come se fossero nati con un Mac tra le mani, oppure, nei casi più fortunati, singoli che finiscono dritti in top 10; ma l’esempio dei Disclosure si mostra come una sorta di caso-limite. Howard e Guy Lawrence (rispettivamente 19 e 22 anni) hanno fatto la loro prima comparsa in questo ambiente nel 2010, firmando remix per Everything Everything, Crystal Fighters, Jeff Mills e più recentemente Jessie Ware, ma anche realizzando un EP autoprodotto, Carnival, nel 2011, e The Face, circa un anno fa, per la Greco-Roman. Insomma non si sono presentati sprovvisti di curriculum di classe quando hanno confezionato Settle tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013.

La prima cosa che colpisce di Settle è il suo confezionamento: l’album non si presenta come un esperimento, ma come il frutto di un lavoro perfettamente ponderato e rifinito ad arte, in cui all’hype, amplificatosi con l’uscita di ben tre singoli (“Latch” nell’ottobre 2012, “White noise” a febbraio e “You & me” ad aprile di quest’anno) , corrisponde un’effettiva qualità complessiva, e sebbene il formato dell’album non si adatti troppo bene al genere dance, i Disclosure hanno creato un prodotto che nei suoi oltre 60 minuti (una durata senza dubbio non indifferente) si sviluppa con coerenza ma senza mai stancare. Perché è questo in fondo il problema dei generi “ballabili”, la ripetitività e la scarsa qualità, e senza dubbio da qui nasceva lo scetticismo di molti riguardo questo debutto. E invece il duo del Surrey stupisce e conquista tutti, rivelandosi in grado di sfruttare a pieno le possibilità offertegli da un genere di per sé variegato e fertile, ma anche ricco di insidie per chi si propone di produrre musica senza l’obiettivo di diventare un banale fenomeno di massa.

In sostanza Settle è un disco pop, se si intende con la sua accezione di “popolare” il fatto che riesca ad articolarsi attraverso tutti i sottogeneri della dance (dalla house alla dub e post-dub, all’r&b, al garage) mantenendoli e anzi, riconfigurandoli, all’interno di strutture indiscutibilmente pop. Questo fa sì che l’album goda di una notevole accessibilità da parte del pubblico, che non si trova deluso sia che si tratti di un amante del clubbing sia di un fan di un’elettronica più raffinata.

Tuttavia, sebbene l’album sia nel complesso compatto e coeso, in realtà ogni pezzo è confezionato come un potenziale singolo. L’album si apre con un “Intro” piuttosto chill, dominato dalla voce dell’autoproclamato “hip hop preacher” Eric Thomas, che esplode nel primo pezzo, “When a fire starts to burn“. Prorompente è la presenza di collaborazioni (più della metà delle tracce sono featuring), tra cui spiccano quelle femminili: Sasha Keable la cui la voce potente ma leggermente vellutata è perfetta per “Voices“, un pezzo spiccatamente da dancefloor, Eliza Doolittle che nonostante dei precedenti musicali discutibili si riabilita in “You & me“, Jassie Ware, elegante in un pezzo potente come “Confess to me“, e Hannah Reid dei London Grammar che calda e dolce firma il co-writing di “Help me lose my mind” (senza contare i samples di Lianne la Havas in “Stimulation” e di Kelis in “Second Chance“).

Un posto a parte è occupato dalla collaborazione con Aluna Francis di Alunageorge in “White noise“, probabilmente il pezzo più riuscito dell’album con una struttura di synth semplice ma efficacissima. Ad ogni modo anche le figure maschili non mancano, come il vocalist dei Friendly Fires Ed MacFarlane in una sensuale “Defeated no more“, Sam Smith che mette tutta la sua classe in un altro pezzo molto ben riuscito, “Latch“, e Jamie Woon con il suo falsetto in “January“.

In definitiva i Disclosure hanno prodotto un debut album davvero impressionante, il cui sound (ribadisco) pop, si fonde con un sostrato dance britannico dalle mille sfumature, dando vita a un lavoro energico e di altissima qualità.

Voto: 8,5/10

Tracklist:

  • 1 · Intro
  • 2 · When a fire starts to burn
  • 3 · Latch (feat. Sam Smith)
  • 4 · F for you
  • 5 · White noise (feat. Alunageorge)
  • 6 · Defeated no more (feat. Ed Macfarlane)
  • 7 · Stimulation
  • 8 · Voices (feat. Sasha Keable)
  • 9 · Second chance
  • 10 · Grab her!
  • 11 · You & me (feat. Eliza Doolittle)
  • 12 · January (feat. Jamie Woon)
  • 13 · Confess to me (feat. Jessie Ware)
  • 14 · Help me lose my mind (feat. London Grammar)

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