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Recensioni | Pubblicato il 11 febbraio 2014

Alcest-Shelter

Alcest

Shelter

Genere: (Ethereal) Shoegaze

Anno: 2014

Casa Discografica: Prophecy Productions

Servizio di:

“Elle est retrouvée,
Quoi ? — L’Éternité.
C’est la mer allée
Avec le soleil.” 

(Arthur Rimbaud)

“Mon coeur appartient à la mer
 Je voudrais parfois que l’on m’oublie
 Pour rejoindre les eaux calmes
 Retourner d’où je viens”  

(Shelter)

Ritorna il progetto Alcest, ovvero Neige, ovvero Stéphane Paut, vero enfant prodige e alfiere di quella Lègion Noir francese (ha collaborato anche con Peste Noire e Amesoeurs) che tra black metal, shoegaze e post rock molto ha dato alla musica europea negli ultimi dieci anni.

In questi anni il suo sound si è sempre evoluto scemando il black metal melodico degli esordi, nel magnifico shoegaze cristallino del capolavoro Souvenirs D’un Autre Monde, e nelle influenze wave e vagamente dream pop degli ultimi Écailles de LuneLes Voyage De L’Âme. Allo stesso modo sono cambiati i riferimenti del suo immaginario poetico, accompagnandolo in questa progressiva apertura verso il mondo, mantenendo però sempre l’indole riflessiva, fiabesca e portata alla contemplazione che lo contraddistingue.

Il nuovo disco Shelter è stato registrato e prodotto in Islanda da Birgir Jón Birgisson, produttore dei Sigur Ròs (troveremo anche il quartetto d’archi Amiina come guest). Viene introdotto dall’atmosfera sognante di “Wings“, un angelico canto che culla l’ascoltatore verso la gioiosa “Opale“, primo singolo tratto dall’album:  a metà del pezzo, la progressione di una dolcissima melodia sembra trascinarci sopra quelle acque opaline.  (Je sais que nous ne sommes jamais seuls/Lorsque j’entends leur voix sereine/Jaillisant des lointaines mers/Et des crimes en nuances qui s’élèvent.) È insieme alla title track il perfetto esempio del sound ora raggiunto, tra etereo dream pop e perfetti riverberi shoegaze, non lontano dalle sonorità dei “cugini” Les Discrets.

La Nuit Marche avec Moi“, dal ritmo più sostenuto, ricorda il mood del disco precedente, tra teneri rintocchi quasi jangle pop e influenze wave. ”Voix Sereines“, ancora più introspettiva, inizia placida e lentamente si schiude in una cavalcata in campo aperto prima di scivolare via lentamente così com’era arrivata. “L’Éveil des Muses“, più ritmata, è una panica e pagana riflessione riguardante il ritorno delle anime infantili, spiriti della natura, che molto spiega sulle fascinazioni eteree che pervadono tutto il disco. (Y aura-t-il un nouveau temps/Pour les enfants des cieux/Marchant dans le silence/S’en allant retrouver leurs frères/Qui de là-haut les protégeaint.)

Away“ che ospita al canto Neil Halstead (voce dei recentemente riuniti Slowdive) è una lenta ballata acustica, vicina a sonorità slowcore, rasserenante ma forse troppo levigata e per questo non convince del tutto. Chiudono i dieci incantati minuti di “Délivrance” che pur riassumendo le atmosfere e le sonorità del disco in chiave maggiormente post- rock, nulla aggiungono o tolgono a quello che abbiamo in precedenza ascoltato.

Si tratta in definitiva del suo disco più morbido e accessibile, senza ormai più nessun lascito degli esordi black metal, e se questo scontenterà molti fan di vecchia data, segnando allo stesso tempo un inaridirsi della vena visionaria e fortemente emotiva del nostro, porta la sua proposta verso più ampi lidi mantenendo comunque l’impronta e la sincerità artistica che l’ha sempre contraddistinto. Ora però è lecito aspettarsi di più da questo maggiormente maturo Neige, sperando che un sound più accessibile e una maggiore fama non lo porti a rimestare il suo talento nelle stesse stagnanti acque.

Shelter traccia una linea che unisce mare e il cielo trovando una dimensione, forse nascosta dentro il sole, che attraverso la contemplazione e  l’accettazione dell’infinito fuori e dentro di noi può essere una via per riuscire finalmente a risolverci e trovare pace. Il mare come grande madre, fonte di vita  e luogo dell’anima verso il quale non si può non ritornare, per cercare riparo e scomparire. Rifugio ma non chiusura dunque: e la mia mente va a quel magnifico concerto di qualche anno fa, in un piccolissimo paesino dell’Oltrepò Pavese, dove mentre fuori imperversava una bufera di neve, Neige e compagni crearono con i loro muri di chitarre una dimensione “altra” dove potersi riparare e riscaldarsi, dal freddo fuori, dal freddo in noi.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Wings
  • 2 · Opale
  • 3 · La Nuit Marche Avec Moi
  • 4 · Voix Sereines
  • 5 · L'Éveil des Muses
  • 6 · Shelter
  • 7 · Away
  • 8 · Deliverance

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