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Recensioni | Pubblicato il 21 agosto 2014

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Sleep Party People

Floating

Genere: Elettronica, Post-rock, Dream pop

Anno: 2014

Casa Discografica: A:larm Music, Universal

Servizio di:

Sleep Party People è lo pseudonimo sotto cui è solito lavorare l’artista danese Brian Batz, il quale se ne è uscito a fine Maggio col suo terzo album in studio, Floating. Se vi è capitato di ascoltarlo in precedenza – o nel momento stesso in cui avviate la riproduzione – vi sarà sicuramente capitato di pensare che in realtà si tratti di tutt’altro che una one-man band, visto la varietà ed il numero di strumenti che si alternano e sovrappongono continuamente. In effetti va precisato che il tuttofare danese ama circondarsi di collaboratori con i quali registra i brani e con i quali, poi, si esibisce dal vivo, senza tuttavia che questi facciano parte a tutti gli effetti della band.

 Al di là delle identità nascoste dal nome Sleep Party People (e celate sotto le maschere da coniglio con cui tutti i membri sono soliti esibirsi), la realtà dipinta dall’artista danese è, manco a dirlo, infinitamente più complessa. Se nei suoi lavori si possono ritrovare riferimenti più o meno espliciti a mezzo panorama musicale internazionale (lui stesso dice di ispirarsi, fra gli altri, a Boards Of Canada e David Lynch) ciò che si può estrinsecare direttamente dalla sua musica è l’inusuale convivenza di stili, epoche e generi musicali talvolta sorprendenti. Partendo infatti da una base che, come espresso anche nei lavori precedenti, unisce l’elettronica da una parte ad un pop etereo e sognante – specialmente nei brani cantati – e dall’altra a richiami post-rock/shoegaze – perlopiù brani strumentali – Brian Batz è capace di conferire un aspetto del tutto moderno e provocatorio a connubi apparentemente ostici.

 E’ così che nascono brani come Change In Time o Floating Blood Of Mine, entrambi fondati sull’uso di chitarre distorte e di un falsetto etereo che, associato alla ritmica tranquilla, conferisce da subito un aspetto cantilenante ed apparentemente sereno alla prima parte di Floating. Apparentemente, perché le tastiere nel finale del brano di apertura fanno già presagire possibili, numerosi cambiamenti di stile. Non a caso le stesse tastiere vengono riprese nel terzo (e forse migliore in assoluto) brano dell’album, A Stranger Among Us: torna tutta di un fiato quell’ossessione per l’ossessione tutta danese (si veda, in altri contesti, Trentemøller), quella tensione verso una follia ripetitiva e totalizzante, capace di generare atmosfere musicali estatiche e psichedeliche al contempo. E’ la stessa tensione che ritroviamo anche in Death Is The Future, subito dopo l’inaspettata entrata in scena degli archi in In Another World. Altrettanto sorprendente è poi il susseguirsi dei brani strumentali (I See The Sun, Harold su tutti), in cui emerge invece l’aspetto ambient di Sleep Party People, nel quale bastano le note di un piano a dipingere paesaggi sognanti e freddi, in un certo senso distaccati, poco confidenziali.

 Chitarre, piano, tastiere, synth, archi, voci registrate e distorte. Post-rock, ambient, dram pop. C’è questo, ma c’è anche molto di più in Floating, tanto da rendere quasi impossibile una precisa, corretta caratterizzazione dell’album e dell’impensabile musica che viene espressa in poco più di quaranta minuti. L’impressione finale è quella di aver percorso un viaggio dolce e rilassante, quando ogni brano, in realtà, come una caramella con un retrogusto amaro ed acido, offriva ogni volta una via secondaria, una deviazione folle, un sentiero inesplorato che ti permetteva di scoprire la vera, reale essenza del brano stesso. In poche parole, Floating è un disco nel quale conviene perdersi, nel quale bisogna perdersi.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Change In Time
  • 2 · Floating Blood Of Mine
  • 3 · A Stranger Among Us
  • 4 · In Another World
  • 5 · Death Is The Future
  • 6 · I See The Sun, Harold
  • 7 · I See The Moon (feat. Lisa Light)
  • 8 · Only A Shadow
  • 9 · Scattered Glass

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