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Recensioni | Pubblicato il 9 settembre 2014

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Slow Magic

How To Run Away

Genere: Elettronica, Ambient, Dreamwave

Anno: 2014

Casa Discografica: Downtown Records

Servizio di:

Sono già passati due anni abbondanti dalla pubblicazione di ▲ (Triangle), album semplice ma curioso che ci aveva introdotto alle sonorità di Slow Magic, artista di musica elettronica che, come molti altri, ama celarsi dietro una maschera tribale durante ogni apparizione pubblica. Nel frattempo si erano susseguiti, circondati da un interesse sempre maggiore, i singoli rilasciati in vista dell’uscita del nuovo album, How To Run Away, mentre Slow Magic stesso era impegnato in vari tour che hanno toccato lo stivale più di una volta. Ambient, o meglio sarebbe chiamarla dreamwave, insomma qualsiasi connubio di ritmica lenta, synth e tastiere (che ormai hanno acquisito un vero e proprio marchio di fabbrica), questo è il prodotto dell’ideazione d Slow Magic.

 Bpm che accelerano e poi rallentano, loop di voci mai veramente identificabili, percussioni suonate dal vivo, per chi ha avuto la fortuna di assistere ad una delle sue esibizioni. Insomma, Slow Magic torna più carico che mai col suo nuovo gioiellino How To Run Away. L’inizio è col piede decisamente giusto, grazie all’inedito Still Life ed al suo piano da lounge che sembra accoglierci in un salotto lussuoso, lasciandoci ben presto in compagnia dalle celebri tastiere. Il progressivo avvicinarsi di voci in loop ci annuncia l’arrivo di Girls, già singolo lanciato qualche mese fa, nel quale compiono una piacevole apparizione anche note di chitarra, le quali non fanno altro che arricchire un brano già molto piacevole (per quanto, neanche troppo velatamente, ossessivo). I panorami vanno poi progressivamente incupendosi nei brani successivi, esplorando profondità di cui si trova scarsa traccia in Triangle, ma che mostrano la ricerca di spazi espressivi diversi da parte di Slow Magic, nonostante l’utilizzo di escamotages ben conosciuti. Si susseguono così Waited 4 U e Hold Still, i quali lasciano invece il posto al singolo forse più celebre rilasciato finora, ovvero Youth Group. Tastiere, tastiere, tastiere, per un brano al quale, grazie al suo coinvolgimento del pubblico ed all’uso delle percussioni, consiglierei spassionatamente di assistere dal vivo.

 I bpm rallentano ed i toni si smorzano nuovamente, mentre Let U Go e Manhattan scorrono tranquille e sognanti in un ambient limpido e ‘classico’, ricaricando le pile per una splendida On Yr Side. Rilasciata pochi mesi dopo la pubblicazione dell’album d’esordio, On Yr Side è un riuscitissimo connubio di synth, ritmica e voci, per un brano che, personalmente, non riesco mai a smettere di ascoltare. Bear Dance e Closer concludono How To Run Away esattamente in linea col resto del disco, andando a puntare su un finale sognante e rilassante che sembra prendere la sua linfa direttamente da Triangle. Sonorità più complesse rispetto all’album di esordio, un’accresciuta raffinatezza musicale ed un più esperto utilizzo di tastiere e synth fanno di How To Run Away non solo un ottimo successore di un buon album di esordio, ma fugano ogni dubbio sul lavoro svolto da Slow Magic in questo intervallo. In sintesi, un album davvero riuscito nonostante la sua semplicità, un consiglio per qualcosa più di un piacevole ascolto.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Still Life
  • 3 · Girls
  • 4 · Waited 4 U
  • 5 · Hold Still
  • 6 · Youth Group
  • 7 · Let U Go
  • 8 · Manhattan
  • 9 · On Yr Side
  • 10 · Bear Dance
  • 11 · Closer

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