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Recensioni | Pubblicato il 1 luglio 2013

Smith-Westerns-Soft-Will1

Smith Westerns

Soft Will

Genere: Indie-rock, Glam- rock

Anno: 2013

Casa Discografica: Mom+Pop

Servizio di:

A tutti gli impazienti che, come me, attendevano l’uscita di Soft Will, il terzo lavoro degli Smith Westerns, posso già anticipare in queste prime righe che non ne sono rimasta delusa. Ma andiamo con ordine.

Per chi ancora non li conoscesse,  gli Smith Westerns sono una giovane band americana dal percorso artistico tanto insolito quanto interessante: dopo un esordio lo-fi, il self-titled The Smith Westerns (2009), il baricentro del loro sound si è decisamente spostato dal garage ad un revival delle atmosfere glitterate degli anni Settanta con Dye it Blonde (2011), una riuscita combinazione di ritmi accattivanti e sognanti atmosfere brit-retrò.

Soft Will può essere considerato a pieno titolo il successore naturale di Dye it Blonde:  il gruppo prosegue la sua ricerca di un’armonia sonora, rivisitando ciò che di più fresco aveva da offrire il glam rock. Ma anche se non siete, come la sottoscritta, che trema di soddisfazione ascoltando una band che s’ispira a David “Ziggy Stardust” Bowie, o che segue la scia luccicante di Marc Bolan e i T-Rex, questo album sarà per voi un piacevole ascolto.

Infatti, proprio insieme a questo aspetto, all’equilibrio dell’insieme del disco è stata rivolta una grande attenzione. E’ sensibilmente migliorata la qualità di registrazione – è ormai scomparsa ogni traccia dell’iniziale vocazione lo-fi della band – assieme con quella del cantato: la voce, che in Dye it Blonde si muoveva su toni delicati, ma a tratti incerti, in Soft Will si fa sempre di più strumento, parte integrante della melodia. Last but not least, i pezzi superano quasi tutti i quattro minuti.

Si sono fatti ambiziosi, questi ragazzi. Dalla delicata e sognante “3AM Spiritual”, passando per la morbida “Idol” e la British “White Oath”, per concludere con le ballate “Best Friend” e “Cheer Up”, – due lenti da High School Prom di altri tempi – e con la splendida “Varsity”, il disco scorre con naturale fluidità.

Se è vero che i nomi sono conseguenza dei fatti, Soft Will è proprio questo: una volontà morbida, voluttuosa, un disco che imprime una svolta decisa all’insegna della delicatezza. Come un cocktail alla frutta, colorato, vivace, questo album ha il sapore della dolcezza dell’essere giovani e vivere su una dimensione lunare, in sospensione.

Un rischio fortunatamente evitato è che il disco risulti melenso o addirittura stucchevole. Oppure, se siete come me avvezzi a sound un po’ più ruvidi (ahimé), potreste sentire la mancanza di quei toni più sintetici che caratterizzavano Dye it Blonde. Infine, potremmo chiederci, il live sarà all’altezza degli arrangiamenti del disco? Ma questo è spaccare il capello in quattro. Soft Will è oggettivamente un buon lavoro. Godiamoci questo drink e smettiamo i panni dei severi critici. In fondo è estate e abbiamo un po’ tutti bisogno di un assaggio di dolcezza.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · 3AM Spiritual
  • 2 · Idol
  • 3 · Glossed
  • 4 · Xxii
  • 5 · Fool Proof
  • 6 · White Oath
  • 7 · Only Natural
  • 8 · Best Friend
  • 9 · Cheer Up
  • 10 · Varsity

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