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Recensioni | Pubblicato il 4 luglio 2013

Lleroy

Soma

Lleroy

Genere: Noise-core

Anno: 2013

Casa Discografica: Blinde Proteus, Bloody Sound Fucktory,
Sangue Dischi, Mescaleros Crew, Only Fucking Noise
Records, Sweet Teddy Records, Narvalo Suoni.

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Se la tendenza generale è quella di cercare l’armonizzazione in quasi ogni campo musicale (con egregi risulati), c’è chi si dirige dalla parte opposta. La ricerca del lato più “distruttivo” e vulcanico della musica, scavare più a fondo possibile per far emergere ruvidità e ricercate imperfezioni ritmiche.

Con questa premessa vi introduco ai Lleroy che per il loro ritorno seguono la seconda strada descirtta. A cinque anni da Juice of Bimbo e una serie di cambiamenti geografici e di formazione (e anche il passaggio alla lingua italiana), la formazione marchigiana si presenta attualmente con Francesco Zocca (chitarra, voce, monotron), Chiara Antonozzi (basso, voce) e  Riccardo Ceccacci (batteria). Il nuovo album si intitola Soma ed è frutto della coproduzione di sette differenti label.

La ricerca della massima destrutturazione è il tema portante del disco: l’aspetto rumoristico domina le strutture compositive che si intersecano con le vanture post-hardcore portate soprattutto dall’impostazione vocale (“Don Peridone” è il brano che meglio rappresenta questa miscela). La cosa che colpisce maggiormente è il processo continuo di abbattimento del suono (provate ad ascoltare l’affascinante caos di “Dentro al Cerchio“) e nell’individuazione dello stato più profondo e ruvido dello stesso.

Non ci sono accomodamenti e “Tignola” mette in campo subito tutta l’irruenza e la portata del loro sound; “Cuorleone” aumenta il voltaggio e contemporaneamente anche il livello di frastagliamento ritmico; questo è portato, per così dire, all’esasperazione nel delirio di “Omega 999″ e in ”Merda Nazionale”, fra i migliori brani del disco. Nella title-track “Soma“, senza abbandonare il leitmotiv del disco, sovrastano strutture “post-”; l’album si conclude con “Pura Grazia“, brano che picchia più forte degli altri e probabilmente il più abrasivo del disco.

Un ritorno che riesce pienamente nel suo intento di trovare l’essenza dei campi musicali in cui si cimenta: infatti il noise e l’hardcore si fondono alla perfezione, senza smussature o ricami estetici. Il pregio del disco sta proprio nella valorizzazione delle imperfezioni che eleva ad esperienza lo stesso lavoro.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · Tignola
  • 2 · Cuorleone
  • 3 · Dentro al Cerchio
  • 4 · Don Peridone
  • 5 · Soma
  • 6 · Ultimi Sintomi
  • 7 · Merda Nazionale
  • 8 · Omega999
  • 9 · Pura Grazia

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