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Recensioni | Pubblicato il 19 maggio 2015

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Dino Fumaretto

Sotto Assedio EP

Genere: Cantautorato, Art-cabaret

Anno: 2015

Casa Discografica: La Famosa Etichetta Trovarobato

Servizio di:

Tre canzoni e tre video a corredo per questo EP di transizione, sempre per La Famosa Etichetta Trovarobato, dopo i fasti di Sono invecchiato di colpo. È anche stavolta Elia Billoni l’interprete esclusivo delle canzoni composte del cantautore nell’ombra Dino Fumaretto, è sempre lui a metterci la faccia e la voce e il piano e anche gli altri suoni  presenti sul disco prodotto da Iosonouncane, fresco fresco di capolavoro: il suo DIE è la miglior uscita italiana di quest’anno (… dopo Fumaretto lo correggerà Elia, ma questa disputa non ci appartiene).  È di Jacopo Incani anche l’unico strumento “alieno” ovvero il suo elettronicismo  ne “Il male”.  In effetti la ricchezza aggiunta dei lievi arrangiamenti, mixati da Rocco Marchi dei Mariposa, salta all’orecchio, non che le scarne ballate surreali dell’artista mantovano necessitassero di più musica a tutti i costi, ma qualche “abbellimento” non guasta l’atmosfera ancora una volta resa magica dai testi in libertà.

Comunque la si guardi e la si senta, il risultato è davvero eccellente,  sia laddove un’insolita “cattiveria” esecutiva – sotto forma di a solo in stile di improvvisazione rumorista – ha un effetto spiazzante (“Più ti rivedo e più mi manco”) ma non stupisce più di tanto chi conosce la poetica (?) dell’artista virgiliano, il quale di sicuro non ha nessuna linea alla quale restar “allineato”, sia quando si assiste all’emozionante incedere cinematografico nella ballata “Il male”.

I video, che creano una ulteriore (sana) confusione nell’ascoltatore (osservatore) inesperto, racchiudono alcuni aspetti del mondo trasversale e parallelo di Dino, anche se nelle curiose immagini è (… dovrebbe essere) sempre Elia a performarne le storie.

Le partiture sghembe e rocambolesche, dopo un po’, diventano naturali ai nostri orecchi e non è insolito risentirne da qualche parte nel proprio subconscio, alcune parti mentre si svolge la normale attività quotidiana, durante la giornata ma anche di notte, dormendo, si insinuano inavvertitamente nei nostri sogni. L’abilità catartica del “duo (immaginario) di Mantova” non cede il passo nemmeno stavolta ad alcun compromesso. E la cosa ci rende felici.

Dopo l’esordio folgorante di La vita è breve e spesso rimane sotto e il sopracitato ottimo secondo album del 2012, in attesa di inviare al sodale materiale fresco per assemblare il nuovo disco, Dino si concede questa ennesima sperimentazione in Sotto assedio, come abbiamo detto la produzione è (e sarà ancora) di Jacopo Incani, col quale spesso divide il palco, prima o dopo, ma speriamo qualche volta, anche insieme.

A noi non resta altro che invocare Dio, o in questo caso chi ne fa le veci, perché gli preservi a lungo tanta bizzarria creativa.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Più ti rivedo e più mi manco
  • 2 · Il male
  • 3 · Poca cosa

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