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Recensioni | Pubblicato il 2 aprile 2013

Love the Unicorn cover

Love The Unicorn

SPORTS

Genere: Indie Pop, Surf Pop

Anno: 2013

Casa Discografica: We Were Never Being Boring

Servizio di:

Dopo l’ottimo esordio dello scorso anno, con l’EP di tre tracce Back To ’98, tornano i romani Love The Unicorn e partoriscono il loro primo disco in formato full lenght. L’etichetta che dirige l’operazione è la We Were Never Being Boring, che questo 2013 sta decisamente facendo incetta di esordi di qualità (basti pensare ad Hard Times For Dreamers dei Brothers in Law). La WWNBB dimostra una volta di più di dare un grande peso al valore dei suoi artisti in una prospettiva internazionale. Il disco dei Love The Unicorn è infatti un opera di elegante indie pop che ben potrebbe ottenere un meritato successo anche al di fuori delle frontiere nostrane. Rispetto al primo EP si nota un uso più consapevole dei synth ed una maggiore presenza sonora delle chitarre. A parte questo si tratta di un’opera dal sapore decisamente estivo e dalle tinte a tratti surf pop; il genere di album che mi ascolterei quest’estate in auto durante una gita al mare, per intendersi. Non si tratta di un’opera lunga e faticosa, le tracce sono appena sei ma sono più che in grado di evocare una mezz’ora di atmosfere soleggiate e rilassanti.

L’apertura del disco è affidata a Young, con la sua intro fatta di leggere note di synth e strida di gabbiani; il brano si evolve poi in accordi morbidi e in una melodia meditabonda e funzionante. Segue Ghost & Believers, dai toni più dreamy dovuti ad in giro di chitarra reiterato e riuscito. Girlfriend è meno convincente delle altre, il giro melodico è ripetitivo e alla lunga stancante, ma a risollevare le sorti del disco arriva Tolouse, brano che, uscito come singolo, avevo già potuto apprezzare per le sue strofe trascinate e per i climax del ritornello. La successiva Never/Ending Summer è forse il pezzo che preferisco, con il suo lento incedere iniziale e l’esplosione strumentale nei ritornelli e nella coda finale, senza per questo scordare gli azzeccati fraseggi elettronici. Infine chiude l’opera On The Road, un brano lungo e compassato che si accende solo nel finale per una conclusione intensa e sentita.

Un esordio, dunque, che ha mantenuto le promesse degli inizi. La crescita della stile di questa band di Roma si percepisce appieno, mentre ora non ci resta che attendere che il loro valore venga riconosciuto e trasposto in numerosi live, soprattutto estivi visto lo stile dell’opera di questi ragazzi romani.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Young
  • 2 · Ghosts & Believers
  • 3 · Girlfriend
  • 4 · Toulouse
  • 5 · Never/ending Summer
  • 6 · On The Road

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