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Recensioni | Pubblicato il 11 febbraio 2013

strfkr

Starfucker

Miracle Mile

Genere: Elettronica, Elettro-Pop

Anno: 2013

Casa Discografica: Polyvinyl Records

Servizio di:

Il 2013 inizia anche con la pubblicazione del terzo LP da parte degli Starfucker (STRFKR), band electro-pop di Potland fondata sul progetto inizialmente solista di Joshua Hodges. Dopo il rilascio di Starfucker e di  Reptilians, la band dell’Oregon si presenta quindi con Miracle Mile, in uno stile che contempla sempre più la crescente produzione elettronica proveniente da oltreoceano.

 Miracle Mile è un disco che appare subito molto vario: piuttosto curiosamente, l’impatto iniziale sembra quasi mostrare delle velature nordeuropee che poco hanno a che fare con l’elettronica (tipo Peter, Bjorn & John in brani come Sazed e – guarda caso – Malmö), seguite da altri riferimenti anche ai Röyksopp, specialmente nella seconda parte dell’album dove Miracle Mile prende decisamente una china più esplicitamente elettronica. L’inizio invece è capeggiato dalla scatenata When I’m Alive, contornata (un po’ come tutto l’album) da un alone di gioia e spensieratezza da prime giornate di primavera (un po’ in anticipo, ma ci piace già un sacco).

 Chitarre e batteria lasciano progressivamente più spazio al synth e alla sfera elettronica, mantenendo però sempre un filo conduttore legato strettamente ad arrangiamenti pop. Così, i ritmi ed i cori riappacificanti di una piacevolissima Beach Monster, seguita da un’ancora più pacata Isea si trasformano improvvisamente nella particolarissima YA YA YA: brano quanto mai sperimentale, ondeggia fra cori sfasati e ritornelli quasi orientaleggianti, il tutto condito da elaborazioni che ci ricordano quasi quelle degli Animal Collective. Ma qui, come detto, ondeggiamo da un genere all’altro, ed ecco che tutto si tinge di note quasi psichedeliche con l’arrivo di Fortune’s Fool, brano cantato che sembra distaccarsi piuttosto nettamente da tutto il resto, se non fosse per il brano seguente – Kahlil Gibran – che riprende esattamente il profilo del suo predecessore.

 Miracle Mile, oltre ad essere un disco estremamente eterogeneo, è anche, fondamentalmente, un disco piacevole. Le note e le melodie sembrano incastrarsi a dovere, senza mai forzare ma anche stupendo con piccoli tocchi di sperimentazione là dove devono essere presenti. Il tutto è riassunto a perfezione da Say To You, ballata più lenta e davvero molto carina nella sua semplicità. Quest’ultima è anche l’ultimo baluardo prima della svolta elettronica di Miracle Mile, inaugurata da Atlantis e seguita a ruota da Leave It All Behind in un vortice elettronico sullo stile dei Crystal Fighters. Insomma, qui c’è (quasi) da ballare, e lo stacco è davvero netto con la prima parte dell’LP: sulla stessa falsariga, infatti, continuano anche I Don’t Want To See e Golden Light, intervallata da una Last Words che invece ripesca abbondantemente in un pop classico.

 Guardando alla prima ed alla seconda parte dell’album, gli Starfucker sembrano mostrare alla luce due facce diverse ma complementari, alternando brani stilisticamente distanti ma musicalmente complementari. Insomma, ci sarà chi apprezza solo la prima o solo la seconda sezione di Miracle Mile, e ci sarà anche chi si lascerà trasportare molto piacevolmente lungo tutta la sua riproduzione.

Voto: 6,9/10

Tracklist:

  • 1 · While I'm Alive
  • 2 · Sazed
  • 3 · Malmö
  • 4 · Beach Monster
  • 5 · Isea
  • 6 · YA YA YA
  • 7 · Fortune's Fool
  • 8 · Kahlil Gibran
  • 9 · Say To You
  • 10 · Atlantis
  • 11 · Leave It All Behind
  • 12 · I Don't Want To See
  • 13 · Last Words
  • 14 · Golden Light
  • 15 · Nite Rite

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