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Recensioni | Pubblicato il 29 aprile 2013

Rhian Sheehan

Rhian Sheehan

Stories From Elsewhere

Genere: Cinematic-Ambient, Post-rock

Anno: 2013

Casa Discografica: Loop, Darla, Preco

Servizio di:

Lo scambio tra cinema e musica è storicamente proficuo in senso bidirezionale. Si crea quell’arte di mezzo, indefinibile, che unisce indissolubilmente immagini, visioni e suoni. E così che i più talentuosi compositori passano da un ambito all’altro, senza intaccare l’efficacia e la specificità del messaggio.

Tra i protagonisti contemporanei di questa categoria c’è Rhian Sheean. Da più di un decennio si dedica alla composizione di musica per programmi tv e film-documentari. Parallalelamente, a partire dal 2001 con Paradigm Shift,  si è costruito una carriera slegata dal mondo visivo. L’ultimo lavoro, uscito un mese fa, si intitola Stories From Elsewhere.

Rispetto agli ultimi lavori che mettevano in risalto la compenente elettronica, questa volta le linee si ammorbidiscono: si inspessiscono le trame orchestrali (la fiabesca “Nusquam“) che agevolano l’aggregazione di strutture post-rock (evidenti in un brano come “A Thimble Full of Sorrow “) e  l’atmosfera eterea che domina l’album. A coadiuvarlo ci sono Jeff Boyle (Jakob), Andy Hummel (Rosy Tin Teacaddy),  Steve Bremner (The Adults), Raashi Malik (Rhombus) e Ryan Prebble (The Nudge).

L’evoluzione dell’iniziale “Sileo” è l’emblema di questo cambiamento. La grazia degli inserti orchestrali si intreccia bene con l’elettronica misurata e gli essenziali interventi di pianoforte di “The Upper Sky“.  Ma non mancano i momenti più sperimentali come avviene nella breve “Creation Myths” o nella tribolante “Thoughts of Nature“.

Lo stato etereo si insinua anche nelle composizioni con una prevalenza dell’elettronica come in “La Boîte à Musique ” e “Little Sines”. “Nocturne 1985″ rappresenta invece l’unico momento malinconico del disco, insieme all’inquieta “Lullaby Machine“.

E’ probabilmente il lavoro che maggiormente si accosta al mondo del cinema; quello che incrocia meglio quell’arte di mezzo a cui accennavo a inizio recensione. Potrebbe sembrare una convergenza verso una inconsapevole convenzionalità ma invece si rivela il frutto di una diversa ispirazione come suggerisce il titolo dell’opera.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Sileo
  • 2 · The Upper Sky
  • 3 · La Boîte à Musique
  • 4 · Little Sines
  • 5 · Nocturne 1985
  • 6 · Creation Myths
  • 7 · A Thimble Full of Sorrow
  • 8 · Nusquam
  • 9 · Imber
  • 10 · Thoughts on Nature
  • 11 · Somnus
  • 12 · Lullaby Machine

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