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Recensioni | Pubblicato il 10 novembre 2011

sleeping tree

The Sleeping Tree

Stories

Genere: Folk, Songwriting

Anno: 2011

Casa Discografica: Autoproduzione

Servizio di:

Una grazia che sembra ereditata dai mostri sacri del folk internazionale. È il mondo di The sleeping tree, aka Giulio Frausin da Trieste, che prende vita nelle cinque tracce dell’ep Stories, successore del bellissimo Leaves and roots e fresco di pubblicazione on-line su piattaforma Bandcamp.

Un mondo fatto di delicatezza, di dolci melodie che ci proiettano lontano anni luce dalla frenesia e dalla rabbia a cui ci hanno abituato i cosiddetti tempi moderni, costruite su pochi ma preziosi elementi intrecciati tra loro con cura e intelligenza: chitarra e voce a farla da padrone e, qui e là, leggiadri inserti di piano, sax e percussioni a definire un’intensa atmosfera dalla quale rimanere semplicemente rapiti.

Bastano pochi secondi e Stories, aperto dalla title-track, mette subito in mostra i suoi pregi in un arpeggio che rimanda alla migliore tradizione folk scomodando dai cassettini della memoria le trame musicali di Nick Drake, sul quale si innesta la voce calda di Giulio. La prima traccia emoziona, senza mezzi termini, ma il livello della produzione resta alto per tutti i circa venti minuti dell’ep.

Dedication” è un amorevole canto di conforto di fronte al quale è impossibile rimanere indifferenti: tutto sembra costruito alla perfezione, nelle strofe cantate piano così come nel ritornello, che sale di tono e finisce per avvolgere l’ascoltatore come in un abbraccio rasserenante; a “My friend’s son”, emozionante assolo di chitarra che fluisce limpido e leggero come l’acqua di un ruscello, è invece affidato il compito di fare da intervallo strumentale di metà album. Il tempo di un respiro e l’”albero dormiente” ci offre un’altra perla di eleganza e raffinatezza, “Jane’s birthday”, pezzo che esalta tutta la capacità compositiva del cantautore friulano, capace di mettere a frutto le più tradizionali influenze, ereditate dai “maestri” dei decenni scorsi, e di mescolarle con l’attitudine a quel minimalismo e a quella ricercatezza di soluzioni melodiche che hanno fatto, in tempi più recenti, la fortuna, tra gli altri, di artisti come Kings of Convenience e Sondre Lerche. La chiusura dell’album è affidata a “Worlds collide”, brano delicato ed intimista in grado di accarezzare l’anima con una grazia che solo pochi veri artisti riescono a tirar fuori dall’incontro tra sei corde ed un timbro vocale caldo e vellutato.

Stories è un autentico gioiello, uno scrigno di racconti, speranze e pensieri che prendono vita in melodie avvolgenti in cui ogni elemento è in grado di pizzicare con delicatezza una diversa corda dell’animo di chi ascolta, facendola vibrare in un vortice di emozioni. Una gemma da non lasciarsi sfuggire, nell’attesa che i rami di questo sorprendente albero ci regalino un nuovo e più ricco (in quanto a numero di tracce) lavoro.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Stories
  • 2 · Dedication
  • 3 · My friend's son
  • 4 · Jane's birthday
  • 5 · Worlds collide

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