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Recensioni | Pubblicato il 22 luglio 2014

Anna-Calvi-Strange-Weather

Anna Calvi

Strange Weather

Genere: Songwriting, art-rock

Anno: 2014

Casa Discografica: Domino Records

Servizio di:

Noi non avevamo dubbi sulla grandezza di Anna Calvi. Lo abbiamo affermato con convinzione nelle recensioni dell’album di debutto e del degno successore One Breath. La giovane artista britannica è in piena fase creativa e il suo talento emerge anche nel suo nuovo ep.

Un lavoro che si intitola Strange Weather e comprende cinque reinterpretazioni di altrettante brani di Keren Ann, David Bowie, Suicide, Connan Mockasin e FKA Twigs. Una varietà di stili e di epoche che sta a significare che non si tratta solo di un semplice omaggio a suoi riferimenti storici.

Ciò che colpisce è la sua dote di entrare con garbo nei brani e farli completamente suoi, dando la propria pelle a cinque brani che già splendono di bellezza propria. Il denominatore comune è l’esplorazione di atmosfere tenebrose e sia il titolo che l’artwork sono il primo suggerimento di questa “visione”. “Papy Pacify” apre le danze: la Calvi mantiene la stessa tensione del pezzo originale (con una performance vocale ispirata) ma con una trasformazione del suono da futuristico in concreto con una pienezza maggiore dell’arrangiamento.

David Byrne fa la sua prima comparsata strumentale in “I’m The Man, That Will Find You”, pezzo di Connan Mockasin di dfficile interpretazione: la cantautrice britannica trasforma le atmosfere quasi soul in echi blueseggianti scarni con una forte leva sulla distorsione nei momenti in cui lo spazio silenzioso fa posto alla sostanza del suono. Positiva anche l’intepretazione misurata e pulita di “Ghost Rider” dei Suicide: anche in questo caso la tendenza è di scarnificare i lineamenti del pezzo senza intaccare le ritmiche originali.

I due capolavori arrivano alla fine: il primo riguarda “Lady Grinning Soul”  di David Bowie che assume una connotazione più intimista e spettrale, anche grazie all’importanza data al pianoforte come peso specifico rispetto l’orginale; la bellezza pura è quella di “Strange Weather”. Byrne canta e l’alternanza e la sovrapposizione vocale crea un orgasmo sonoro che si completa con il trionfo delle dissonanze e la duttilità e la precisione strumentale inerente al riarrangiamento del pezzo. Anche in questo caso il pianoforte gioca un ruolo importante.

Ciò che fa grande un artista è la capacità di imprimere la propria personalità su ogni cosa che tocca, di lasciare il segno in ogni gesto e creazione: Anna Calvi ha dato prova un’altra volta della sua imponenza e lo ha dimostrato trasformando l’espediente “cover” in un altro modo per far “esplodere” il suo talento creativo. Immensa.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Papi Pacify (FKA Twigs)
  • 2 · I’m The Man, That Will Find You (Connan Mockasin) featuring David Byrne
  • 3 · Ghost Rider (Suicide)
  • 4 · Strange Weather (Keren Ann) featuring David Byrne
  • 5 · Lady Grinning Soul (David Bowie)

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