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Recensioni | Pubblicato il 1 aprile 2012

STRi

STRi

Canyon

Genere: Elettronica

Anno: 2012

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

Ancora una volta è la scena musicale di casa nostra a far parlare di sé, e questa volta in chiave elettronica. Parliamo infatti degli STRi, progetto pesarese giunto al suo primo vero e proprio lavoro, Canyon.  Atmosfere labirintiche e perennemente sognanti – una sorta di allucinazione lunga un album – iniziano con Coeur Cache un percorso articolato su una base elettronica persistente ma delicata, sulla quale si aggiungono puntuali gli assoli stiracchiati di una chitarra lontana, molto raffinata.

Il viaggio si prolunga, perennemente cangiante e sfumato, nel loop infinito di LL, immerso ancora in sogni ad occhi aperti, sguazzando in un dream club sempre più onirico. Summerize ci presenta invece le prime voci ed anche una techno più convinta, riportandoci a terra con una ritmica decisa ed assoli concreti, prendendo spunto da un’elettronica dei tempi passati, svecchiata e messa a nuovo efficacemente, quasi ballabile.

Al contrario, i sospiri di Conifere fuggono altrove e molto molto lontano, fra giardini orientali e scenografie al rallentatore, dove è possibile apprezzare con puntuale chiarezza ogni singolo passaggio. Ambient rifinita e pacata. E’ proprio da questo orizzonte che nasce anche Caldo, più sensuale e malinconica con le sue voci da tramonto arancione, arpeggio leggero e piano di sottofondo; chiusura perfetta per la prima sezione di Canyon.

Sperimentale e criptica, la intro di Ranma inizia una seconda sezione ancora più eterogenea, una vera e propria ricerca, come a non volersi accontentare dei paesaggi già esplorati. Ritmica volutamente incespicante e vocalità nebulosa sullo sfondo compongono un quadro quanto mai vario, indeciso fra una statica distante ed una dinamicità quanto mai brillante e palpabile. L’incisivitàe di Wimbo irrompe in mezzo al sogno con la sua elettronica inizialmente quasi tribale, poi trasformandosi gradualmente in un carnevale di Rio stilizzato e coinvolgente. Le mille sfumature di Canyon vanno infine a completare il lavoro omonimo fra eco di città arabe e paesaggi aridi ed assolati, primitivi nella loro semplicità.

Canyon è un album che sa alternare efficacemente temi di elettronica ‘storica’ ad arrangiamenti sognanti e delicati, il tutto in un contesto di sperimentazione mirata e precisa nonostante tutta la sua eterogeneità, senza perdersi in schizofrenie fuori luogo. Da tutto ciò nasce un lavoro raffinato, tanto straniante quanto divertente. Una continua ricerca ed una continua (piacevole) scoperta.

Voto: 7,0/10

Tracklist:

  • 1 · Coeur cache
  • 2 · LL
  • 3 · Summerize
  • 4 · Conifere
  • 5 · Ranma
  • 6 · Wimbo
  • 7 · Caldo
  • 8 · Canyon

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