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Sulla Strada | Pubblicato il 1 maggio 2013

Sulla Strada è un nuovo spazio con il quale chiediamo ad un gruppo o ad un artista di scrivere una sorta di diario durante un tour o la composizione di un nuovo album per cogliere tutte le sfumature del processo creativo, della preparazione ai live e soprattutto dell’ambiente che circonda i musicisti.

Il primo protagonista di questo spazio è Carlo Baldini, fondatore del progetto My Terminal and The Trip, di cui più volte vi abbiamo parlato. E’ in arrivo un nuovo album e accompagneremo Carlo sino all’uscita del disco con sei episodi di Sulla Strada. Questo è il suo secondo contributo.

Alison Mosshart dei The Kills una volta disse in un’intervista: “Art is something you live rather than something you merely do!”. Devo ammettere che sfidare sé stessi e le proprie capacità è quantomeno molto affascinante. Dato che in genere scrivo sempre prima le musiche e poi i testi, per questo disco ho deciso di focalizzare maggiore attenzione sui testi facendoli nascere prima delle musiche. È molto difficile per me, lo ammetto, perché quello che più mi spinge e mi ispira sono le note di un brano, le sensazioni che può evocare e alle quali può rimandarmi. Partire, invece, da una base spoglia vuol dire in un certo senso limitarsi successivamente nella composizione della musica ma, dato che son fermamente convinto che i limiti siano la quintessenza della creatività, non posso che ritenere tutto ciò molto stimolante.

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Ho deciso che il mio disco sophomore sarà composto da 9 canzoni più 4 bonus track, tra cui due cover. Una di queste cover è Everyday di Buddy Holly, che ho registrato/devastato quasi-live quasi un anno fa durante un pomeriggio di esperimenti. Quasi-live perché ero lì che cantavo e suonavo la chitarra mentre registravo entrambe allo stesso momento, il basso è arrivato subito dopo aver spinto Stop ma tutto è stato registrato secondo lo spirito buona la prima. Su YouTube c’è un ruff mix effettuato subito dopo (per il disco sarà effettuato un mix vero e proprio). Le altre bonus track sono dei brani particolari: uno è punk e l’altro è acustico, spezzano dal resto del disco.

Ora, ho tipo una ventina di testi da una selezione di almeno dieci in più scritti negli ultimi mesi. È interessante questa cosa perché per alcuni ho già una melodia, per altri ho già in mente come suoneranno nella canzone insieme a tutti gli altri strumenti, per altri ancora non ho ancora assolutamente idee.

Uno dei miei punti saldi della produzione musicale è che bisogna mettersi al lavoro sapendo già dove si voglia andare, avere in mente il punto di arrivo. Avere soltanto delle parole scritte senza nemmeno alcuna melodia è per me una grande sfida, potrete supporre. E lo è! C’è un testo intitolato Spanish Fly che adoro e che sicuramente includerò nel disco, ma non ho idee per melodie e sviluppi del brano. Ma so che sarà lì. Ora che son tornato dal Canada ho passato i primi giorni a riprendere familiarità con l’ambiente intorno e con il mio studio, che ho modernizzato quasi in toto. Anche questa è una sfida: produrre un disco con dell’hardware nuovo, che devi conoscere. L’unica cosa che è rimasta è il mixer che funge da pre-amp, il resto è tutto differente: casse, scheda audio, microfono, perfino il computer e il software sono diversi. Dovrò essere abbastanza bravo e mettere al massimo tutte le mie capacità per rendere al meglio le canzoni che andrò a sviluppare, sia per il mio disco sia per la musica dei miei clienti.

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Se come ho detto da un lato non ho idee per alcuni testi, per altre ho già in mente molte cose. C’è un testo chiamato Astral Projection per il quale ho già in mente tutto: schema del brano, riff, suoni da usare per alcuni strumenti.. nella mia testa la canzone esiste già e, se sarò abbastanza capace da riuscire a renderla come la immagino, potrebbe addirittura essere un singolo con relativo video. Ho il telefono e il computer pieni zeppi di appunti vocali di riff, melodie e testi canticchiati. Ieri sera, ad esempio, avevo un riff suonato con la chitarra registrato in maniera molto grezza sul telefono ed avevo questo testo che avevo scritto poco prima. Siccome son di memoria corta e devo appuntarmi le cose che reputo interessanti, ho cantato questo testo mentre il telefono riproduceva il riff con me che facevo il DJ spostando la riproduzione nei vari punti per creare una struttura del demo. Il tutto è stato registrato tramite il microfono incorporato del mio portatile e penso sia inutile dirvi che è stato molto difficile, ma alla fine quello che ho ottenuto è stato un risultato discreto di un’idea per un brano. Questa canzone si chiamerà You Asked.

È tutto molto selvaggio finora ed abbastanza fuori dai miei canoni. Chi segue il mio Twitter saprà anche che stiamo già lavorando al progetto grafico e agli artwork (ora lo sapete anche voi lettori di Son Of Marketing!). Potrebbe non essere una buona presentazione, lo ammetto, ma penso anche a band come i Nine Inch Nails che hanno creato alcuni dei loro capolavori semplicemente assemblando suoni da idee che avevano già registrato. Si può fare, lo hanno fatto, e bisogna continuamente stimolarsi nella creatività. C’est tout!

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