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Sulla Strada | Pubblicato il 25 febbraio 2015

hardly-strictly-bluegrass-2014

Da quasi quindici anni ormai, il Golden Gate Park di San Francisco ospita L’Hardly Strictly Bluegrass festival. Di passaggio per la città Californiana nel 2010, partecipai personalmente alla decima edizione della manifestazione. All’epoca non avevo neanche idea di cosa fosse il Bluegrass e l’evento in sé non mi spinse a comprare trentatré giri o cd da riportare a casa, ma un aneddoto curioso mi ricorda quell’esperienza: nel parco, tra i sette palchi dedicati alle band, si aggregano con l’occasione jam sessions ed artisti di strada di ogni genere, tra cui questo giovane percussionista che, giacca a vento rossa e cappello di lana addosso (San Francisco è una città maledettamente fredda) si esibisce con un set di barili di plastica, di quelli da vernice, di ogni dimensione.

Affascinato e divertito dalla performance decisi di riprenderlo con la video camera e tornato a casa mostrai il video agli amici.

“Ma è un mostro, cavolo!” era più o meno il commento per eccellenza. Già, un mostro; talmente bravo da ritrovarmelo, un anno dopo all’incirca, che suona i suoi barili nella pubblicità di una nota marca automobilistica.

Con lo stesso cappello di lana in testa.

L’Hardly Strictly Bluegrass merita attenzione a prescindere dal genere musicale, asse portante in realtà della manifestazione.

Nasce su iniziativa del magnate americano Warren Hellman, scomparso nel 2011, è gratuito e assolutamente non-commercial. Esso infatti viene finanziato con i fondi di Mr. Hellman dalla sua prima edizione e rumors riportano che lo stesso ex finanziere ne abbia lasciati in eredità a sufficienza da garantire continuità all’evento sino al 2026. Niente biglietto d’ingresso dunque, nessun recinto o maxi cartelloni pubblicitari o gadget di qualche marca di birra.

Inizialmente in grado di richiamare folle piuttosto esigue di appassionati, nel 2011 è arrivato ad ospitare circa 750.000 fans in occasione della morte di Hazel Dickens, artista promotrice dell’evento, amica di Warren Hellman e punta di diamante del genere.

Il festival è caratteristico anche per la location esclusiva: tra i fitti rami degli alberi e le collinette scoscese del Golden Gate Park, i palchi dedicati alle band spuntano fuori all’improvviso.

È un evento rigorosamente “Green”: molta promozione viene fatta al fine di spingere i partecipanti a raggiungere il parco con i mezzi pubblici o con la bicicletta e tutti prendono la cosa davvero sul serio, al punto che ad ogni palo della luce e ad ogni cartello stradale, vengono incatenate e accatastate decine di bici una sopra l’altra fino ad un paio di metri d’altezza.

Se già questo non fosse sufficiente a rendere l’HSB una singolare festa, ad accompagnare la musica spensierata c’è anche la tradizione ormai decennale, dei pic nic. Ma non di quelli con pacchetti di patatine e birre da discount: qui si parla di “serious picnicking” con chioschi attrezzati per la vendita di formaggi di produzione artigianale e prosciutto stagionato di alta qualità.

Tutto condito da un’atmosfera allegra, serena, amichevole, adrenalinica. Insomma, avete presente i disordini di Woodstock 1999, ribattezzato “il festival in cui è morta la musica”? Ecco se quello è stato l’inferno, questo è il paradiso. Certo, c’è da ammettere che non avrete il piacere di vedere dal vivo Flea che suona completamente nudo Give It Away.

A proposito, ma la musica? La partecipazione artistica non è da meno. Per quanto il festival voglia tendere alla purezza di genere, selezionando sempre più artisti di matrice Folk/Bluegrass cristallina (inizialmente il nome era Strictly per poi inasprirsi in Hardly Strictly) c’è da sottolineare la quantità di offerta dell’evento: tre giorni e più di cento artisti che si avvicendano. Se per molti di voi (anzi, di noi), i nomi spesso sono sconosciuti, spiccano comunque headliners importanti e di vario genere come Elvis Costello, Patti Smith e nel  2014, ultima edizione, Social Distortion, Chris Isaak e Cibo Matto. Tra i minori spuntano i Sun Kil Moon, Jenny Lewis & the Watson Twins (bella scoperta), Keller Williams and The Keels, che raggiunsero anche una certa notorietà con una cover di Rehab di Amy Winehouse, e leggende del genere che però, alle province italiane, sono arrivate un po’ a fatica (Ralph Stanley & the Clinch Mountain Boys).

Insomma, gli amanti del  folk(lore) americano non possono perdersi questa manifestazione si, musicale, ma soprattutto turistica, molto distante dalla dimensione del festival estivo europeo. Se doveste capitare in California intorno ai primi di Ottobre (la line up del 2015 non è ancora stata annunciata, ma le date dovrebbero essere compatibili, come ogni anno, con il week end del 2/4 ottobre), noleggiate una bici o prendete un tram e arrivate fino al Golden Gate Park, non così distante dal Golden Gate Bridge in fondo; fatevi un giro per il parco. Il celebre ponte rosso lo vorrete pur visitare, no?

Il giornale californiano San Francisco Gate cita “Things You Must Do In The Bay Area Before You Die: Hardly Strictly Bluegrass”.

Spendeteci almeno un paio d’ore, davvero. Non fate storie, è gratis.

 

Riferimenti:

http://www.hardlystrictlybluegrass.com/2014/

https://www.fest300.com/festivals/hardly-strictly-bluegrass-festival

https://www.youtube.com/watch?v=2t1CCcfSK08

https://www.youtube.com/watch?v=TkFkl_au3LA

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