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Recensioni | Pubblicato il 31 gennaio 2013

Falmingods

Flamingods

Sun

Genere: Psychedelic-rock, Etnica, Pop

Anno: 2013

Casa Discografica: Art is Hard

Servizio di:

In questi ultimi anni abbiamo potuto ammirare molti gruppi che hanno provato a pescare nelle radici della musica per farle incontrare con la modernità della musica contemporanea. Fra gli esponenti che meglio hanno interpretato questo approccio alla composizione ci sono gli Zun Zun Egui e i Goat.

Il 21 Gennaio è uscito l’album di un’altra band che ha tentato questa strada: i Flamingods, di cui vi avevamo già parlato alla fine del 2012. Si tratta di un quintetto proveniente dal Sud di Londra ed è composta da Kamal Rasool, Charles Prest, Sam Rowe, Craig Doporto e Karthik Poduval. Il loro debutto si intitola Sun ed è uscita per la giovane label Art is Hard.

Al centro di tutto c’è il richiamo alla musica etnica, al tribalismo e alla cultura indiana (il singolo di apertura “Oh Ayam” e “Kinich Ahau” sono un chiaro riferimento). Le percussioni sono il filo portante della loro musica. La loro capacità è quella di intrecciare in modo naturale, e quindi senza forzature,  vari stili: il pop, la cosiddetta musica etnica e la psichedelia dal forte richiamo della corrente di fine anni ’60.

La title-track “Sun” mette subito in chiaro il ruolo delle percussioni: persistenti e a volte invadenti al punto giusto: e poi lentamente l’ingresso degli altri strumenti che vanno ad ammorbidire il suono e i giochi vocali che si allineano. La chitarra, invece, regna in “Cacao” e “If You Can Walk” e soprattutto nel primo caso le percussioni sono insistenti ma sono semplicemente d’accompagnamento e in alcuni momenti sarà il minimalismo strumentale a prevalere. Questo poi si concretizzerà nella successiva e affascinante “Mountain Hut“.

Poi arriva il turno del primo singolo “Quesso“, uno dei brani che meglio miscela le varie anime della band, soprattutto quella pop ed etnica. Uno dei pezzi più “divertenti” dell’album. Il livello spichedelico si innalza nel lieve incedere di  “Yama Yama/ Jam Sandwich” e nell’irregolarità ritmica e le distensioni di “Cimbala“. Ennesimo richiamo alla musica indiana con “Taishōgoto” che si distingue per la progressiva crescita ritmica.

Dopo la breve “Papaya“, tutta voce e percussioni, c’è la stupenda “Xipe Totec” che rallenta un’altra volta i ritmi e rappresenta la migliore manifestazione dell’anima psichedelica della lora musica. Chiude “Oh Maya” simbolo della vena sperimentale del gruppo londinese.

Un disco che viaggia su ritmi veloci ma che risulta impeccabile anche nei momenti più distesi: capacità tecnica, diligenza compositiva e il giusto dosaggio delle ritmiche rappresentano i loro punti di forza. L’unico difetto che si può trovare a questo lavoro è la lunghezza e il numero delle tracce che porta un po’ di ripetitività in alcuni brani. Ma è un dettaglio insignificante rispetto alla brillantezza e la lucentezza del disco.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Oh Ayam
  • 2 · Sun
  • 3 · Kinich Ahau
  • 4 · Cacao
  • 5 · Quesso
  • 6 · Mountain Hut
  • 7 · Yama Yama / Jam Sandwich
  • 8 · Cimbala
  • 9 · Taishōgoto
  • 10 · If You Can Walk
  • 11 · Papaya
  • 12 · Xipe Totec
  • 13 · Oh Maya

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