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Recensioni | Pubblicato il 29 luglio 2013

Deafhaven

Deafheaven

Sunbather

Genere: Blackgaze, Post-metal

Anno: 2013

Casa Discografica: Deathwish Inc.

Servizio di:

Il black metal è stato senza dubbio un genere caposaldo degli anni 90’ nonostante la sua nascita risalga al decennio precedente. La caratterizzazione geografica dello stile (Svezia, Finlandia, Norvegia, Grecia), le cronache giudiziarie (gli episodi legati all’Inner Circle) , l’ascesa di band con un sound più accessibile (Cradle Of Filth, Dimmu Borgir) contribuirono a trasformare in pochi mesi l’intero movimento da culto per pochi adepti e oggetto di scherno della stampa specializzata (che da un giorno all’altro mutò radicalmente atteggiamento dando ampio risalto alle uscite discografiche e dedicando numerose copertine) a fenomeno tra i più discussi e seguiti negli ambienti musicali estremi.

Seguirono come da copione il momento dell’apice creativo, la contaminazione con altri generi contrapposta all’ortodossia, la “normalizzazione” rispetto alla carica eversiva degli albori e il conseguente declino fino ad arrivare ai nostri giorni, l’epoca in cui tutto è perfettamente sdoganato e concepito in funzione della telefonia mobile, l’epoca della “retromania” dove mainstream e underground si confondono e si incrociano ad alta velocità.

Ed è così che ci ritroviamo tra le mani un classico esempio di come questa particolare corrente, persa negli anni la sostanza esclusiva e primordiale, continui però a sopravvivere sotto diverse forme come linguaggio adottato per l’espressione di sonorità decadenti e atmosfere crepuscolari (ma non solo). La prima cosa che notiamo di questo secondo full-lenght dei californiani Deafheaven è l’artwork che dimostra la volontà di smarcarsi senza esitazioni dai consueti cliché estetici del genere, tendenza che a livello musicale si manifesta con l’intento di dare vita a un black metal abbastanza classico nella scrittura ma moderno nella proposta, ben suonato e ben prodotto, con delle sfumature e degli arrangiamenti ispirati con molta sobrietà da diversi filoni del passato come lo shoegaze, la new wave con qualche passaggio post metal e “alla Deftones”.

Ai Deafheaven va riconosciuta una discreta capacità melodica nonché l’abilità nell’assemblare in modo organico un’opera nella quale le due anime non risultano estranee fra di loro scongiurando così l’effetto “collage”, tuttavia nell’insieme qualcosa non funziona come dovrebbe. Prese singolarmente la opener “Dream House” (la mia preferita), la title-track e la conclusiva “The Pecan Tree” sono buone composizioni di un album un po’ monocorde malgrado gli sforzi, impressione rafforzata dalla prolissità e dalla lunghezza dei brani principali (alternati a intermezzi ambientali più brevi) a cui continua però a mancare quel quid distintivo. Probabilmente le parti più veloci e canoniche che si rifanno appunto al Black Metal scandinavo finiscono per assomigliarsi troppo tra di loro facendo perdere al disco quella qualità che forse non sarebbe venuta a mancare con degli arrangiamenti ancora più ariosi.

Nel complesso si tratta di un album affascinante e gradevole, un prodotto contemporaneo rilasciato da una band dotata di classe, di idee chiare che non merita affatto di essere stroncata. Da quello che ho letto Sunbather è stato accolto con grande entusiasmo dalla critica statunitense, io invece ritengo che nel 2013, in presenza di un’evidente saturazione e di decine e decine di uscite quotidiane “usa e getta”, sia necessario fermarsi un attimo e selezionare con passione ma con cura senza accontentarsi solo dell’idea originale. Quindi per ora promuoviamo i Deafheaven con una sufficienza piena senza gridare al miracolo, per quello rimaniamo in paziente attesa perché non è da escludere che nei prossimi anni la band possa fare il grande salto. Nel frattempo cogliamo l’occasione per riascoltare da una parte le vecchie pietre miliari del black anni 90’ (che meriterebbe un discorso a parte) e dall’altra quelle dello shoegaze che non siano solo i (bellissimi) classici dei My Bloody Valentine.

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · Dreamhouse
  • 2 · Irresistible
  • 3 · Sunbather
  • 4 · Please Remember
  • 5 · Vertigo
  • 6 · Windows
  • 7 · The Pecan Tree

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