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Recensioni | Pubblicato il 16 maggio 2013

Bad Braids

Bad Braids

Supreme Parallel

Genere: Folk

Anno: 2013

Casa Discografica: Haute Magie

Servizio di:

Il sovraffollamento di proposte musicali, e di generi come il folk, ha reso difficoltoso individuare elementi che facciano spiccare un artista piuttosto che un altro. Un aspetto che può elevare l’offerta è dato da una vocalità particolare che sia manifesto di un’espressività particolarmente accattivante.  Questa caratteristica è la prima cosa che mi ha colpito ascoltando i Bad Braids.

Il duo, proveniente da Philadelphia, è formato da Megan Biscieglia (voce, chitarra, toy piano) e Paul Christian (chitarra, voce, violoncello, batteria). Dopo l’ep Arrow and Orb del 2012, quest’anno è uscito per  la Haute Magie l’album di debutto Supreme Parallel. A questo primo lavoro hanno contribuito Mike Bruno (Banjo), Cameron Vance (percussioni), Jesse Sparhawk (Arpa), April Heliotis (vibrafono e flauto).

Dalla numerosità di strumenti coinvolti, si può intuire che non è la sola voce a dare rilievo alle loro composizioni. La vocalità spezzata e melodica è assecondata dalle intuizioni compositive dei due che si manifestano su strutture folk rarefatte (“White Mane“), fatta di momenti malinconici, essenziali nelle architetture (“Palace” e “Pennies“) e di atmosfere che richiamano il movimento dreampop (“Ships“) e di riflesso si cosparge di strati psichedelici (la visione scarnificata di “Winter“).

Ode to Fig” è una dichiarazione d’intenti, più che un inizio: l’ugola della Biscieglia si eleva nel minimalismo lisergico strumentale fatto di una chitarra gentile e costante, la sovrapposizione vocale di Paul, l’accennato violoncello. L’anima acustica emerge in “Through the Door“, brano teso ma che comunque viene avvolto da elementi melodici.

L’atmosfera si dirada in “Clover (For Sarah)” con il canto solenne, il prezioso lavoro di banjo e organo e l’essenziale intervento delle percussioni che guidano la crescita del pezzo. Tra i brani più incisivi dell’album c’è “All the lines” nel quale viene fuori tutta l’eleganza melodica del duo, coadiuvato dal vibrafono di April Heliotis che incanta l’ascoltatore con il flauto nella successiva “Another Seed“. Chiusura solenne con “Soldier (I See Parallel Rays)” con un’interpretazione vocale da brividi.

Undici brani che dimostrano che non siamo di fronte al solito disco folk. Siamo davanti all’ossatura del genere che viene declinata su atmosfere che valorizzano le qualità del gruppo e in particolare, tornando al discorso iniziale, l’aspetto vocale. L’altra forza del disco è data dalle sfumature che rafforzano il vigore stilistico delle loro composizioni.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Ode To Fig
  • 2 · Through the Door
  • 3 · Clover (for Sarah)
  • 4 · Ships
  • 5 · Ships
  • 6 · Palace
  • 7 · Winter
  • 8 · All the Lines
  • 9 · White Mane
  • 10 · Pennies
  • 11 · Soldier (I See Parallel Rays)

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