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Recensioni | Pubblicato il 15 febbraio 2013

Dirty

Dirty Projectors

Swing lo Magellan

Genere: Alt-Pop

Anno: 2012

Casa Discografica: Domino Records

Servizio di:

Signori e signore mi sbilancio,e lo faccio subito,senza remore né perplessità : all’avviso di chi scrive,quello dei Dirty Projectors è il migliore disco dell’anno passato. Reduci da un ottimo lavoro quale “Orca Bitte” non era facile per il sestetto di Brooklyn confermarsi ad alti livelli; tuttavia,con un disco pieno di sonorità che molto hanno a che vedere con i Talking Heads degli album pre-Remain in Light e con una grande dimostrazione di ecletticità musicale,non solo hanno superato la sfida ma l’hanno vinta e stravinta. Quello che colpisce al primo ascolto,è che più di ogni altre volte David Longstreth, concentrandosi sulla resa della propria chitarra ,abbia dato vita con i suoi compagni e compagne,ad un caleidoscopio di generi musicali che spazia dal pop ai ritmi tribali,dal rock al folk passando per la psichedelica e all’indie, dando vita ad un lavoro molto solido,vario  ed estremamente piacevole da ascoltare.

Si parte con “Offspring are blank”,che dopo un inizio soul,si dimostra un gran bel pezzo rock’n’roll con tanto di assolo che soprende per la sua forza e intensità ;si passa successivamente a “About to Die” che,a riprova della grande capacità di variare del gruppo,si impone per i suoi ritmi tribali e ipnotici.Il singolo,“Gun has no trigger”,nonostante sia il pezzo più orecchiabile non perde d’originalità  e evidenzia le grandi capacità compositive del gruppo riuscendo anche a scendere a compromessi con il grande pubblico.

Diverse sono le canzoni più marcatamente pop quali “Dance for You” o “Impregnable Question” oppure ancora “The Socialites”,senza tralasciare“Just from Chevron”,vera perla dell’album che esalta una volta di più la chitarra e la capacità canora (davvero notevoli in questo disco),  di Longstreth che traccia dopo traccia dimostra di essere a proprio agio con la propria voce in questo sussidiario di generi e stili musicali diversi; e ancora “Maybe That Was It” più prettamente psichedelica. A degna chiusura del cerchio “Unto Caesar” e “Irresponsible Tune”,due pezzi indie-folk che rappresentano l’epilogo perfetto.

Se qualcuno ancora si aspettasse la prova di maturità dei Dirty Projectors, con “Swing Lo Magellan” è stato ampiamente accontentato. Alla prossima signor Longstreth,è stato un (grande) piacere.

 

Mattia Sottocornola

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Offspring Are Blank
  • 2 · About To Die
  • 3 · Gun Has No Trigger
  • 4 · Swing Lo Magellan
  • 5 · Just From Chevron
  • 6 · Dance For You
  • 7 · Maybe That Was It
  • 8 · Impregnable Question
  • 9 · See What She Seeing
  • 10 · The Socialites
  • 11 · Unto Caesar
  • 12 · Irresponsible Tune

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