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Recensioni | Pubblicato il 6 febbraio 2013

Virta-Tales from the deep waters

Virta

Tales from the deep waters

Genere: Jazz, Post-Rock, Sperimentale

Anno: 2012

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

Il nome dei Virta è già transitato sulle nostre pagine, tra le tante interessanti realtà che hanno trovato spazio nella rubrica serale Hidden Sounds. Provenienti dalla Finlandia, e più precisamente da Kuopio, i Virta sono un terzetto di ragazzi appena ventenni la cui musica mette insieme jazz, post-rock e sensibilità avanguardistica con un piglio da veterani. Giovanissimi, dunque, eppure in grado di maneggiare la musica con una sapienza ed una consapevolezza che ben traspaiono dai loro primissimi lavori.

Uscito nello scorso mese di novembre, Tales from the deep waters, può essere considerato il vero e proprio debutto della band scandinava (nonostante un mini ep omonimo pubblicato nel 2011 e contenente quattro delle loro primissime registrazioni), un ep di cinque tracce qualitativamente al di sopra delle aspettative che evidenzia la capacità del trio di mettere a frutto con personalità le proprie influenze musicali.

Costruito tutto su brani strumentali in cui i fiati di Antti Hevosmaa assurgono spesso al ruolo di protagonisti assoluti, Tales from the deep waters concentra in circa mezz’ora di durata eleganza e ricerca sonora, fascino e piccoli tocchi di classe: si passa così dal delicato sperimentalismo di “Eastwood”, traccia che apre l’album, alla chiusura in pieno stile free jazz di “Yalan”, attraversando fasi dalle sfumature anche molto diverse tra loro.

Traffic”, ad esempio, divaga verso il prog-rock e si arricchisce delle brevi incursioni vocali dello stesso Hevosmaa, mantenendo però sempre ben saldo il cammino della band su un percorso che appare comunque ben definito; la title-track “Tales from the deep waters” placa i ritmi adagiandosi su suoni morbidi e vellutati dal fascino assoluto; “Afrikan Tähti”, infine, arriva ad unire le atmosfere jazzate a più dure derive post-rock, in cui trovano sfogo la chitarra ora distorta di Heikki Selamo e le percussioni di Erik Heikkinen.

Eterogeneo ma compatto e ben confezionato, in sole cinque tracce Tales from the deep waters mette in luce tutto il talento dei Virta, lasciando aperti interessantissimi scenari su quelle che potranno essere le mosse future del giovane trio finlandese per un eventuale lavoro sulla lunga durata. Per ora non resta che godersi questo prezioso sottofondo musicale (peraltro anche in streaming su Bandcamp http://virta.bandcamp.com/album/tales-from-the-deep-waters), più che convinti che i tre Virta possano avere molto da dire anche nel panorama internazionale.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Eastwood
  • 2 · Traffic
  • 3 · Tales from the deep waters
  • 4 · Afrikan Tähti
  • 5 · Yalan

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