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Recensioni | Pubblicato il 8 gennaio 2012

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Abiku

Technicolor

Genere: Shoegaze, Popgaze

Anno: 2011

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

Primo LP per questa band di Grosseto, che aveva già alle spalle ben tre EP e che da tempo aveva preannunciato un suo progetto full-lenght. Prima di parlare del disco qualche parola sugli Abiku: nascono nel 2009 e sono formati da Giacomo Amaddii Barbagli, Virna Angelini, Edoardo Lenzi e Stefano Campagna. L’anno scorso ho avuto modo di ascoltare il loro Lontana da Qui, ed ammetto che nonostante qualche dubbio mi hanno incantato tanto da farmi mandare in loop la canzone di chiusura dell’EP per vari giorni (sino a portarmi a dei goffissimi tentativi di riprodurla con la mia chitarra). Sulla loro pagina facebook alla voce “genere” potete leggere Power Pop/Shoegaze; nella loro opera precedente Power Pop calzava perfettamente, ma è in questo loro primo album completo che fiorisce l’anima shoegaze, con un modo di distorcere la chitarra che mi ha fatto subito pensare agli Slowdive.

L’album parte con M45, breve intro ai synth che di fatto è l’apertura della successiva Vieni a Vivere con Me (Quando ti Addormenti), pezzo onirico portato avanti dalla giovanile voce di Barbagli e da una base stupenda che si muove tra tastiera e basso in modo delicato e dondolante. Segue Saint Étienne, più ritmata, ma sempre dolce, in cui la chitarra comincia a distorcersi per seguire uno splendido ritornello, di quelli che poi ti rimangono in testa per restarci a lungo. Technicolor attacca in modo più acustico, e ricorda maggiormente i lavori precedenti dei musici di Grosseto; le sonorità si fanno più serie, meno trasognate e più reali. I nostri Temporali è uno dei brani che mi è piaciuto di più con la sua chitarra così saporitamente folk nell’intro e i graziosi intermezzi della pianola; da non sottovalutare è, inoltre, quel suo modo di procedere altalenante, fatto di tanti piccoli crescendo.

Segue Killinger (Canzone sugli Aereoplani), che dà come l’impressione di essere cantata in volo, soprattutto grazie agli accordi battuti dalla tastiera ed al giro melodico del ritornello, molto convincente. In Nuova Zelanda è un brano in cui c’è un uso molto spinto del synth e che trova il suo prosieguo nella successiva Oltre le Acque Sicure, strumentale in climax ascendente che rivela una natura nuova e più elaborata di questi artisti. Televisioni apre di basso e con un ritmo cadenzato e più nostalgico rispetto alle due che l’anno preceduta, ma nel complesso risulta meno pregnante delle altre; segue M31, un altro onirico intermezzo di sintetizzatore e chitarra arpeggiata, quasi ambient, completato da qualche accordo al piano per aprire la strada all’ennesima rivisitazione della splendida Canzone stilnovista, che nelle sue varie versioni ben rappresenta il ciclo evolutivo degli Abiku; qui siamo approdati ad un incrocio tra shoegaze e dream-pop, ad una versione molto più elaborata dell’originale e sempre ben accetta da chi, come me, ne è un affezionato ascoltatore.

Infine, a chiudere il disco, troviamo Studio System Blues, già uscita in precedenza come singolo in anteprima, in cui il ritmo riprende con forza il suo spazio; il tema romantico resta come sempre centrale ma il ritornello di questo brano è davvero splendido, e risulta il più spumeggiante dell’intero album. Per concludere si può dire che Technicolor è il degno coronamento di un evidente percorso di questa band; ad ogni EP che usciva si percepiva la crescita tecnica e l’aumento della maturità stilistica e sembra proprio che con questo disco abbiano definito completamente chi sono, creando un timbro proprio e personale che li rende originali ed immediatamente riconoscibili.

L’unica nota di demerito che posso notare è l’eccessiva somiglianza tra alcune canzoni, mentre accolgo con gioia il loro puntare verso sonorità shoegaze e dreamy, già peraltro preannunziate in Lontana da Qui. Il loro primo album completo, quindi, non delude e risulta un compimento evolutivo piacevole ed interessante.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · M45
  • 2 · Vieni a Vivere con Me (Quando ti Addormenti)
  • 3 · Saint Étienne
  • 4 · Technicolor
  • 5 · I Nostri Temporali
  • 6 · Kittinger (Canzone sugli Aereoplani)
  • 7 · In Nuova Zelanda
  • 8 · Oltre le Acque Sicure
  • 9 · Televisioni
  • 10 · M31
  • 11 · Canzone Stilnovista
  • 12 · Studio System Blues (Technicolor Parte 2)

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