Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 15 febbraio 2012

tennis

Tennis

Young & Old

Genere: Alt-Pop, Pop

Anno: 2012

Casa Discografica: Fat Possum Records

Servizio di:

In quel di Denver tira proprio una bella aria, ed il nuovo album dei Tennis (Alaina Moore & Patrick Riley) ne è testimone:Young&Old nasce infatti ad una anno preciso dal rilascio del predecessore Cape Dory grazie alla produzione di Patrick Carney (The Black Keys), dopo essere stato anticipato lo scorso 6 Dicembre dal singolo Origins. Prendete una manciata di atmosfere vintage un po’ scolorite, una voce brillante e seducente ed aggiungeteci il mocassino con le nappe di Patrick Riley: eccovi i Tennis.

It All Feels The Same apre l’album con un riff leggero leggero da bella giornata estiva, seguito e rilanciato prontamente dalle note di Alaina per un brano uscito dritto da una copertina anni ’60 con tanto di ritornelli ultramelodici e scolli rotondi, dando subito un’impronta decisiva che non abbandonerà mai tutto il lavoro. La festa in riva al mare continua, e questa volta fa la sua comparsa Origins, che tanto bene aveva impressionato alla sua uscita come singolo, figuriamoci adesso mentre sguazza nel suo mondo. All’ambiente si sono aggiunte anche le coriste, un ritmo tremendamente ballabile ed una voce quanto mai limpida e coinvolgente; il fruscio vagamente demodé sullo sfondo finisce di condire il tutto e serve proprio un gran pezzo.

Un piano  ritmico e malinconico apre la più struggente My Better Self, che avanza dondolando dolcemente fra una voce più acerba ed una linea di organo che si interrompe di colpo per terminare il brano e subito riprendere vita con le sembianze di Travelling. Battuta di nuovo vivace, cori sullo sfondo e tutti di nuovo a ballare. Nessuno si stupirebbe se mescolate al pubblico comparissero qua e là le Dum Dum Girls, sarebbero più che a loro agio.

Petition apre la seconda parte dell’album e mostra qualcosa di velatamente diverso, sia per quanto riguarda i ritmi (meno classici) e l’uso della voce, più ricercato e volutamente pop, senza mai dimenticare la linea di sottofondo articolata come sempre in un intreccio di piano ed organo. Fa un passo indietro, anzi un balletto, Robin, sesta traccia ed ennesima prova che l’amore dei Tennisper gli anni ’60 non solo non sfiorisce mai, ma decolla progressivamente trasformandosi ora in High Road, brano rapido e convinto, che lascia tutti con sorrisi dipinti sulle labbra e forse anche qualche lacrimuccia finale. Dreaming e Take Me To Heaven spianano allora la strada ad una raffinatissima Never To Part, in cui la voce di Alaina dà forse il meglio di sé, disegnando una firma sempre un po’ vintage e sbiadita per concludere ed incorniciare Old&Young nel migliore dei modi, ovvero con una leggerezza unica.

Probabilmente gli album che escono per San Valentino devono avere per forza quest’aura di ottimismo e spensieratezza, o magari è solo il solito ‘stile’-Tennis a condire il tutto in maniera magistrale in un misto di arrangiamenti retrò che si trasformano in qualcosa più di una semplice esca per tutti gli amanti dei sixties. Insomma, un passato ripresentatoci oggi in una forma tanto rinnovata quanto originale, senza mai scadere nel già sentito, immerso in una felicità totale e divertita.

Voto: 6,9/10

Tracklist:

  • 1 · It All Feels The Same
  • 2 · Origins
  • 3 · My Better Self
  • 4 · Travelling
  • 5 · Petition
  • 6 · Robin
  • 7 · High Road
  • 8 · Dreaming
  • 9 · Take Me To Heaven
  • 10 · Never To Part

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi