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Recensioni | Pubblicato il 26 novembre 2013

JustinT.

Justin Timberlake

20/20 Experience

Genere: Rythm'n'Blues, Pop

Anno: 2013

Casa Discografica: Rca Records

Servizio di:

Ritorno col botto quello di Justin Timberlake che sceglie, lontano dalla musica da ben 7 anni, il modo più incredibile e sorprendente per appropriarsi del suo “mondo” che lo ha lanciato come una delle icone pop al mondo a più livelli. Il mastodontico lavoro, che nel complesso conta ventuno brani (più altre 4 bonus track) e diviso in “20/20 Experience  part.1” e “20/20 Experience part.2”, rispettivamente usciti a marzo il primo e a luglio il secondo; si candida ad essere il migliore album pop dell’anno nonché la prova decisamente più convincente della discografia del trentaduenne di Memphis.

L’ex ragazzo prodigio di Disney Channel realizza un lavoro molto solido contraddistinto da un giusto mix tra rythm’n’blues,soul e pop, una cura dai particolari fuori dal comune, lunga durata delle canzoni che non sfora nell’autoreferenzialità  (si parla di 7 minuti di media a testa per canzone) e che nel complesso non si limita a fare ballare ma vuole imporsi come qualcosa di più rispetto a un semplice album pop.

Non casuale è stata la scelta di dividere l’album in due parti: infatti, se la prima è caratterizzata da sonorità più intime e volte a una ricercatezza stilistica notevole, la seconda è più vicina al Justin Timberlake che siamo abituati a conoscere, che si scatena su un palco con il ballo mostrando il suo lato più aggressivo e sexy. Vero e proprio trait d’union tra i due lavori rimane lo stile affermato che vira sulla miscela, già citata, di rythm’n’blues/pop/soul (sempre più marchio di fabbrica dell’artista). Ma procediamo con ordine.

Se Timberlake si fosse limitato a “20/20 Experience part.1” probabilmente staremmo parlando di uno dei migliori album pop/soul degli ultimi 10 anni: aperta con gli archi di “Pusher Lover Girl”, la prima parte dell’album mostra un Timberlake ispiratissimo che non sbaglia un colpo,dal singolo (scelta quanto mai azzeccata) “Suit and Tie” realizzato in collaborazione con Jay Z, a tracce quali “Tunnel Vision” (la canzone migliore dell’album), “Don’t Hold the Wall” e “Strawberry Bubblegum” che fanno emergere il filo diretto con il rythm’n’blues; “Mirrors” o “That Girl” mostrano il lato prevalentemente pop, per non parlare di “Let The Groove In” che sfora in ambito funky.

L’ex leader degli NSYNC supera i cliché della musica commerciale,sfornando pezzi che nella loro (lunga) durata sono capaci di evolversi denotando la camaleontica abilità di Timberlake di adottare più stili, con l’utilizzo di più strumenti musicali (passando da trombe ad archi o a synth),all’interno di uno stesso brano.

Passo indietro è invece da considerarsi 20/20 Experience part.2 che fallisce dove invece il suo predecessore aveva trionfato, risultando meno brillante e a volte esasperato nell’eccessiva lunghezza dei brani (aspetto che gli si rivolta contro in questa occasione) ,rimanendo pur sempre un lavoro ben al di sopra della sufficienza . Se  “Pusher Lover Girl”poteva considerarsi una verosimile introduzione ad un album molto sofisticato e intimo (come di fatto era la prima parte), è invece evidente la svolta che si ha con “True Blood” in cui Timberlake rimescola le carte in tavola e supera lo stile più pacato e da crooner  del lavoro precedente a favore di un attitudine danzereccia il cui obiettivo più che raccontare è quello di far ballare;a maggiore ragione in brani quali “TKO”,”Take Back The Night”o “Murder”,sembra quasi di vederlo Timberlake a dimenarsi con le più disparate coreografie e a fare movimenti provocatori.

Diverse tuttavia sono le reminiscenze di 20/20 Experience part.1, dove il Timberlake ballerino lascia spazio a quello più pacato e affascinante come in “Amnesia”, “You Got It On”e “Not A Bad Thing”: r’n’b allo stato puro. Per descrivere la differenza tra “Experience part.1” e “Experience part.2” al di là di mille parole bastano le immagini,come quelle dei videoclip di “Suit and Tie” del primo lavoro e di “Take Back the Night” del secondo : nel primo si vede un Timberlake in giacca e cravatta da vero crooner cantare a una vasta platea e nel secondo un Justin Timberlake sfidare un ragazzino a una gara di ballo in strada,ed è proprio questa la differenza.Nel primo lavoro si è mostrato un’artista molto più attento allo stile e all’eleganza del suono all’interno di atmosfere calde e che definire intime non sarebbe di certo fuori luogo; nel secondo invece si mostra preferenza per la  sostanza prediligendo sonorità immediate e che al di là di accortezze stilistiche si concentra prevalentemente su un buon livello di easy listening. Il risultato complessivo, in ogni caso, è notevole.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · 20/20 Experience part.1: Pusher Love Girl
  • 2 · Suit & Tie feat. Jay-Z
  • 3 · Don’t Hold the Wall
  • 4 · Strawberry Bubblegum
  • 5 · Tunnel Vision
  • 6 · Spaceship Coup
  • 7 · That Girl
  • 8 · Let the Groove Get In
  • 9 · Mirrors
  • 10 · Blue Ocean Floor

    20/20 Experience part.2

  • 11 · Give Me What I Don't Know (I Want)
  • 12 · True Blood
  • 13 · Cabaret
  • 14 · TKO
  • 15 · Take back the Night
  • 16 · Murder
  • 17 · Drink You Away
  • 18 · You Got It On
  • 19 · Amnesia
  • 20 · Only When I Walk Away
  • 21 · Not A Bad Thing

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