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Recensioni | Pubblicato il 13 marzo 2014

Junkfood

Junkfood

The Cold Summer of the Dead

Genere: Avant-Rock

Anno: 2014

Casa Discografica: Trovarobato Parade,
Blinde Proteus Records

Servizio di:

Transience fu uno dei dischi italiani di punta del 2012 e mise in risalto le qualità dei Junkfood (Paolo Raineri, Michelangelo Vanni,  Simone Calderoni e Simone Cavina) che partendo da un backgorund jazz riuscirono a sfruttare al meglio il concetto di contaminazione.

The Cold Summero of the Dead è il nuovo lavoro. Il disco è stato registrato in presa diretta a novembre 2012 alle Officine Meccaniche di Milano da Tommaso Colliva (produttore per Calibro 35, Afterhours, Verdena, Muse e molti altri) e mixato sempre dallo stesso Colliva. Titolo, data di registrazione convergono nella concezione musicale che c’è dietro il progetto.

Il titolo, infatti, è la traduzione dell’ultimo verso di Novembre  di Giovanni Pascoli. Un verso che rispecchia l’umore oscuro del disco. Le linee stilistiche sono la naturale evoluzione di ciò che era stato fatto nel precedente disco ma facendo leva maggiormente sull’aspetto avanguardista della composizione (La dimostrazione sta nell’irregolarità di pezzi come “The Maze”  e “Below the Belt“).

Il Jazz non scompare ma abbraccia il flusso compositivo e si mette al servizio delle intuizioni del gruppo: pensate al movimento “free” di “Days are Numbered“, alla tensione solenne di un brano come “The Quiet Sparkle” o al tentativo gentile di destrutturazione di “As One” e quello più forte dell’introduttivo “In“.

Le strutture post-rock e le evoluzioni ambientali si inseriscono proprio in questa prospettiva: non si palesano ma disegnano perfettamente i contorni e gli umori del disco: “On Canvas” mette in rilievo il senso di questa affermazione.

La capacità del gruppo, in questo secondo episodio della loro carriera, è stata quella di non fermarsi al background di riferimento e agli sviluppi accennati nell’esordio. C’è stata una evoluzione ragionata del suono che ha rafforzato la personalità del gruppo che ha una naturale propensione all’esplorazione e alla ricerca ma senza scadere nell’autoreferenzialità e i tecnicismi.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · In
  • 2 · Days Are Numbered
  • 3 · The Maze
  • 4 · On Canvas
  • 5 · The Quiet Sparkle
  • 6 · As One
  • 7 · Below The Belt
  • 8 · In Circles

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