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Recensioni | Pubblicato il 16 luglio 2014

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The Emerald Leaves

The Emerald Leaves

Genere: Alt-rock, Psych-rock

Anno: 2014

Casa Discografica: Jus de balles records

Servizio di:

La “dipartita” dei Mosquitos è stato un brutto colpo per la scena alternativa italiana. L’abbiamo già ribadito più volte e ci domandavamo se qualcosa del genere potesse nascere ancora. I Weird. con il loro esordio hanno costruito qualcosa di importante sotto questo punto di vista, proponendo una psichedelia che riesumava la cultura shoegaze. The Emerald Leaves, anche se con una prospettiva diversa, è un collettivo che sembra riaccendere quella fiamma.

La formazione comprende Andrea Giommi (Edible Woman, Leg Leg), Giacomo Governatori Alessandro Gobbi, membro dei Caffiero. La band si è avvalsa della collaborazione di Philippe Petit, storico discografico e DJ marsigliese, nonché figura di culto della scena impro noise internazionale. L’album omonimo di debutto è uscito il 13 Giugno via Jus de balles records.

La cultura del rock alternativo, la ricerca di trame elaborate, una volontà di contaminare il suono, un’attività che punta a dare una propria personalità al suono: questa è la formula vincente del gruppo che viene associata ad un elevato tasso tecnico. Lo strato psichedelico è quello prevalente: si incrocia con trame sintetiche che intensificano il “trip” (“The Lord“, “The Emerald Leaves“) e con atmosfere melodiche che riescono ad armonizzare il suono senza annichilire il senso del progetto globale. La vocalità fa molto per questo ultimo aspetto e lo si intuisce dall’iniziale “Lonestar” e anche in “Sendpeace“, brano in cui la voce sembra quasi sciogliersi nella ruvidità del suono creando un efficace contrasto.

The New Order I Pray To Come” è un ottimo esempio della loro capacità di costruzione: lo strato vocale armonizza, quello lisergico si insinua lentamente, la batteria alza i tempi sino a rivelare la sostanza del brano. “They Go” è un altro pezzo importante, quello dove il gruppo si spinge oltre, creando un pathos maggiore con un uso “elettrizzante” della distorsione. “King Lonestar” chiude il cerchio in maniera perfetta, riassumendo caratteristiche del suono e ritmiche che cambiano spesso passo nei cinque minuti del brano, inserendo un elemento di discontinuità.

The Emerald Leaves, anche grazie alla preparazione tecnica dei suoi componenti, riesce a costruire un debutto che delinea subito il carattere del suono: la precisione nella gestione degli spazi, la capacità di aggregare e redistribuire i vari ingredienti e soprattutto la duttilità nell’uso della contaminazione. Una piacevole sorpresa di questo 2014, soprattutto in una prospettiva di sviluppo della loro musica.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Lonestar
  • 2 · The New Order I Pray To Come
  • 3 · The Lord
  • 4 · They Go
  • 5 · The Lord
  • 6 · The Emerald Leaves
  • 7 · King Lonestar

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