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Recensioni | Pubblicato il 18 ottobre 2012

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Bat For Lashes

The Haunted Man

Genere: Female Songwriting, Pop

Anno: 2012

Casa Discografica: Parlophone

Servizio di:

La discografia di Bat for Lashes è cronologicamente equilibrata: un disco ogni tre anni. E se Fur and Gold era la rivelazione e Two Suns la conferma e la maturità, The Haunted Man rischia di essere il momento di confusione. Numerosi aspetti giocano a suo favore. Tanto per cominciare è un’opera eclettica che, com’è solito di Natasha Khan, non si accontenta di sedimentarsi su un solo stile ma presenta numerose variazioni al suo interno. Dal punto di vista musicale, inoltre, è estremamente ricca, elaborata, piacevole; colma com’è di folktronica, di una considerevole influenza etnicheggiante e della pur sempre necessaria dose di atmosfere dreamy. A queste note positive fanno però da contraltare altri aspetti meno lusinghieri.

The Haunted Man da l’impressione di essere un album imprigionato, freddo, a tratti manieristico. Pearl è morta, e al suo posto c’è un’artista ormai di fama che teme il confronto con le aspettative che pesano su di lei, e che si sente quindi costretta, nel suo fare musica, ad una disperata ricerca di vette sempre più alte. Ma, ahimé, spesso è proprio la paura di sbagliare a togliere ad un’opera buona parte della sua linfa vitale. Facendo un paragone fin troppo evidente si potrebbe confrontare l’ultima fatica della Khan con Sun di Cat Power, entrambi segnano un punto di svolta nella carriera dell’artista, ma al contempo non fanno capire dove questa svolta voglia portare. E così il risultato è, detta in due parole, troppo compiacente e troppo poco sincero.

Dopo una buona apertura tutta virtuosismi vocali ed elettronica sulle note di Lilies si passa al lirismo sinuoso ed avvolgente di All Your Gold, brano che già avevo apprezzato quando era stato rilasciato come singolo anticipatore e che tenta di richiamare con discreto successo certe atmosfere di Two Suns. Seguono Horses of the Sun, con un ritornello azzeccato ma per il resto poco esaltante, e la sciamanica Oh Yeah, costruita tra cori introduttivi e scelte ritmiche circolari.

La traccia successiva, Laura, è la più bella ed al contempo la più piaciona dell’intero disco; calda e sensuale, coi suoi accordi al piano non può che ricordare ben noti brani analoghi di Adele o Lana del Rey. Detto questo va aggiunto che è stato il primo singolo ad uscire, che me ne sono innamorato subito per ragioni puramente soggettive e che comunque resta un bel pezzo anche nonostante la sua estrema prevedibilità. Winter Fields è una intro rinascimentale, che fa sempre molto figo, un crescendo d’archi e un brano dalle sonorità epiche pieno di climax motivazionali e si sonorità da soundtrack.

La title track staglia su un sottile velo di elettronica delle ottime liriche; a metà brano spuntano altri cori etnici stavolta abbastanza inopportuni che portano però il tutto a sfociare in una chiusura dai ritmi marziali e dalle sonorità eteree. Dopo l’alternanza di luci ed ombre in The Haunted Man è il turno dei synth e del dream-pop ammiccante di Marilyn, cui segue una ben più incalzante A Wall, brano vecchio stampo ma poco incisivo. Le scale esotiche ed inquietanti di Rest Your Head sono la prima parte del finale, che si consuma però in sordina con una Deep Sea River poco ispirata, strascicata e stancante.

E’ dunque con grande rammarico che mi trovo a dire che a The Haunted Man manca quella forza dirompente ed innovativa che aveva caratterizzato il sophomore di Bat for Lashes. Troppo spesso si percepisce un intento conciliante e remissivo che non rende giustizia alle vere potenzialità di Natasha Khan, quali emergono invece da un buon trenta per cento del disco. C’è da sperare che la polistrumentista inglese ritrovi fiducia in sé stessa e il coraggio di raccontarsi senza remore nella sua musica, anche attraverso la sperimentazione più ardita, che solo a tratti è stata in grado di svelarci in questa sua terza creazione.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · Lilies
  • 2 · All Your Gold
  • 3 · Horses of the Sun
  • 4 · Oh Yeah
  • 5 · Laura
  • 6 · Winter Fields
  • 7 · The Haunted Man
  • 8 · Marilyn
  • 9 · A Wall
  • 10 · Rest Your Head
  • 11 · Deep Sea Diver

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