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Recensioni | Pubblicato il 27 luglio 2014

Luminous

The Horrors

Luminous

Genere: indie rock, shoegaze

Anno: 2014

Casa Discografica: XL Recordings

Servizio di:

Sto leggendo Retromania, il libro di Simon Reynolds che descrive il fenomeno dell’andare a ritroso nel tempo tipico degli ultimi anni nell’arte e nello spettacolo. A tratti noioso a tratti interessante, Reynolds si sofferma su ciò che conosce meglio, il pop e il rock, e afferma che oramai per chi fa musica è più interessante riprodurre suoni del passato che creare nuova musica. E’ come se il pop rock fosse un museo di opere d’arte e non valesse la pena crearne di nuove. Ragionamento triste ma vero, quando si ascolta una band come gli Horrors.

La band britannica (Faris Badwan, voce, Tom Cowan, synth,  Joshua Hayward, chitarra e piano, Joe Spurgeon, batteria, Rhys Webb, basso)  esordisce nel 2007 con Strange House in pieno revival garage punk. Look misto Ramones/New York Dolls, allestiscono una serie di brani garage peraltro carini, come “Sheena is A parasite”. Si grida al fenomeno e poi il boato si placa. Dopo due anni esce Primary Colours, in pieno revival post punk. L’album, molto bello, riproduce con dovizia di particolari lo stile urticante del Jesus and Mary Chain legandolo con eleganti trame al suono oscuro dei Cure. Grandi critiche per una svolta che si inserisce nel filone Editors e soci.

Dopo una scialba parentesi con Skying nel 2011, adesso i nostri pubblicano Luminous per XL recordings. In pieno revival shoegaze gli Horrors suonano un album tecnicamente shoegaze: effetti a go go, strati di chitarre e tastiere, voce sognante, melodie zuccherose. Un bell’album fatto di suoni profondi e belle canzoni. Ma, riconosciuti i meriti filologici degli Horrors, la domanda sorge spontanea: perché ascoltare una riproduzione quando ho a disposizione gli originali (Slowdive in primis)? Gli Horrors potrebbero rispondere che loro suonano qui ed ora e hanno ragione. E che l’album si fa ascoltare con piacere. E hanno ragione anche su questo.

“Chasing Shadows” si apre con una nube vaporosa di suoni elettronici e percussioni per poi prendere il volo in un tripudio di batteria potente e sferzate My Bloody Valentine. Brano scolastico in cui la capacità degli Horrors di rendere al meglio il senso dream pop è esaltato. Ancora meglio è il singolo “So Now You Know”, che parte sognante di tastiere e dolcezze chitarristiche e sfocia in un oscuro refrain: “So now you know, turn away, and now you know you can mean what you say”. Brano bellissimo.

Mentre  in “In And Out Of Sight” si odono addirittura echi dei migliori Simple Minds e in “Jealous Sun” sembra di ascoltare i My Bloody Valentine, “I See You” rappresenta il secondo capolavoro: tastiere a creare la tessitura, chitarre a ricamare, voce sognante e un refrain che uccide tanto è bello. Dream pop da manuale.

Alla fine dell’ascolto ecco il dilemma: è un problema dell’ascoltatore che cerca il passato dove non c’è o della band che non ha idee? O semplicemente non è un problema? Nel frattempo mi consolo ascoltando Luminous per l’ennesima volta. Buona estate.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Chasing Shadows
  • 2 · First Day of Spring
  • 3 · So Now You Know
  • 4 · In and Out of Sight
  • 5 · Jealous Sun
  • 6 · Falling Star
  • 7 · I See You
  • 8 · Change Your Mind
  • 9 · Mine and Yours
  • 10 · Sleepwalk

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