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Recensioni | Pubblicato il 3 marzo 2014

FedericoAlbanese_TheHouseBoatAndTheMoon

Federico Albanese

The Houseboat and the Moon

Genere: Neoclassical

Anno: 2014

Casa Discografica: Denovali Records

Servizio di:

Si è tanto parlato in questi giorni del tema della bellezza legato al nostro Paese. Nel mondo della musica esiste la bellezza invisibile, quella che alimenta le nicchie e che non ha la visibilità e lo spazio che meriterebbe. In questo senso stiamo notando la progressione del movimento neoclassico italiano in una prospettiva moderna (si pensi ad artisti come Fabrizio Paterlini, Stefano Guzzetti e il promettente Bruno Bavota).

Federico Albanese sposa in pieno questa concezione per l’espressione del pianoforte. Il musicista milanese ha un background versatile (chitarrista di varie band milanesi, compositore di colonne sonore, parte del progetto La Blanche Alchimie con Jessica Einaudi). Al debutto solista arriva consacrando il suo amore per il piano. La Denovali abbraccia in pieno il progetto e qualche giorno fa ha pubblicato The Houseboat and the Moon.

Viene creato un posto “astratto” nel quale viene riversato l’immaginario e le memorie del compositore milanese. Questo ‘rifugio’ diventa l’espediente per l’esplorazione dei meccanismi del piano da un punto di vista della purezza (espressa in brani come “The Sudden Sympathy” e “The Space Between“) e contemporaneamente della straordinarietà dell’imperfezione che si presenta sottoforma di piccoli rumori, di archi, live recordings ed elettronica.

Si comincia con “Beyond the milk wood“: un movimento limpido, nel quale pianoforte ed elettronica si fondono alla perfezione senza scalciare. La stessa situazione si ripete nella struttura ambientale di “Carousel 1″ e della splendida “Kato” che mette in evidenza l’elevato tasso tecnico.

Gli archi hanno ruoli differenti all’interno dei vari pezzi: l’inserimento morbido che si adegua alla struttura cristallina e oscura di “Disclosed”, nell’eleganza di “Carousel 3″ e asseconda la tensione di “Sphere”. Ma c’è anche un uso in un senso di discontinuità: pensate agli inserimenti in “Lichtung“. Interessante è lo stile che si presenta in “Double Vision” che offre due velocità e una consistenza maggiore dei due strumenti.

Tra i migliori pezzi dell’album c’è “Queen and Wonder” per la cura notevole degli spazi: la dilatazione di solo piano iniziale e poi la progressione con la crescita geometrica e l’inserimento di efficaci rumorismi e distorsioni.

Federico Albanese porta tutta la sua esperienza per dare una nuova vitalità al piano, senza darsi dei limiti e scavando a fondo le potenzialità dello strumento e dell’intreccio col mondo esterno. Viene fuori il concetto di relatività, espresso sin dal titolo; la casa sul mare e la luna sono elementi che hanno una certa apparenza in relazione alla stabilità, il movimento, la funzionalità che si distaccano dalla fisicità dell’oggetto. E tutto diventa relativo, in base all’occhio di chi guarda. L’equazione con il mondo della musica è immediata e il compositore milanese l’ha applicata alla perfezione.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Beyond the milk wood
  • 2 · Disclosed
  • 3 · Carousel 3
  • 4 · Queen and Wonder
  • 5 · Carousel 1
  • 6 · Double Vision
  • 7 · Kato
  • 8 · Lichtung
  • 9 · Beside you
  • 10 · Secret Room
  • 11 · The Sudden Sympathy
  • 12 · Sphere
  • 13 · Space is Between

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