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Recensioni | Pubblicato il 12 dicembre 2014

Weyes-Blood-The-Innocents

Weyes Blood

The Innocents

Genere: Alt-Folk, Songwriting

Anno: 2014

Casa Discografica: Mexican Summer

Servizio di:

Weyes Blood è il progetto solista di Natalie Mering, cantautrice statunitense nota come ex-membro degli Jackie-O Motherfucker e collaboratrice del progetto Ariel Pink’s Haunted Graffiti. Il debutto del progetto è avvenuto nel 2011 con l’album The Outside Room.

The Innocents è il successore dell’esordio ed è uscito qualche settimana fa via Mexican Summer. Il titolo è ispirato al film “gotico” del 1961 diretto da Jack Clayton. Il concept del disco si basa sulle scelte che facciamo intorno ai 20 anni e che ci portano a naturali sbagli ed errori, che influenzeranno il nostro futuro, e per i quali non si è coscienti dell’impatto sulla nostra vita e quelle degli altri. Per questo risultiamo “innocenti”.

Dal punto di vista delle sonorità, questo secondo disco conferma la magnificenza e l’intensità dell’interpretazione della Mering (incommensurabili quella di “Bad Magic” e “February Skies“) che rimanda, senza troppi veli, a quella di Nico. Ciò che è cambiato riguarda una maggiore pulizia del suono con meno impatto “dronistico” (la strumentale “Montrose“) e una concentrazione sulla composizione chitarra-pianoforte. Questo riesce a rendere più solenne e d’impatto il livello della sua musica. Il brano finale “Bound to Earth“, nel quale la chitarra è protagonista, chiarisce molto bene questa evoluzione.

Non si pensi ad una linearità sonora perchè la parte strumentale si poggia su diverse consistenze ritmiche: “Ashes” espone una solida e costante robustezza e “Some Winters” fa leva sulla fluidità dissonante del pianoforte e ritroviamo anche quella eterea degli arpeggi di chitarra di “Summer“. “Land of Broken Dreams” richiama un passato medievale e ”Requiem for Forgiveness” si allontana da questo discorso con un pezzo che tocca il picco dell’atmosfera oscura e che poggia quasi totalmente sull’interpretazione vocale rievocando l’ispirazione gotica.

Weyes Blood potrebbe essere naturalmente associato a un certo tipo di fare folk a cavallo fra gli anni ’60 e ’70 e non è negabile come ispirazione. Sarebbe però non generoso ridurre il lavoro della musicista statunitense; ha dimostrato una bravura sia nella scrittura e nella stessa composizione che fa emergere una personalità che potrà regalarci una serie di dischi che ricorderemo nel corso degli anni. Tra le promesse-certezze della scena contemporanea cantautorale.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Land of Broken Dreams
  • 2 · Hang On
  • 3 · Some Winters
  • 4 · Summer
  • 5 · Requiem For Forgiveness
  • 6 · Ashes
  • 7 · Bad Magic
  • 8 · February Skies
  • 9 · Montrose
  • 10 · Bund to Earth

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