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Recensioni | Pubblicato il 16 aprile 2014

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Hydras Dream

The Little Match Girl

Genere: Dark-ambient, Soundtrack, Sperimentale

Anno: 2014

Casa Discografica: Denovali Records

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Il fascino di certi artisti, e della musica in generale, è quello di poter far rivivere immagini e parole senza che questi si manifestano effettivamente. L’emozione diventa più vivida e l’efficacia del racconto può essere paragonata a forme di racconto parallele. E’ la contaminazione fra arti che fa la differenza e il progetto Hydras Dream nasce proprio con questo presupposto.

Il duo è il risultato della collaborazione fra la pianista e cantautrice  Anna von Hausswolff  e il compositore svedese Matti Bye, noto per la sua attività con le colonne sonore. Questa unione artistica nasce con l’intento di raccontare storie, interpretare film e far rivivere miti e leggende. L’album di debutto si intitola The Little Match Girl che ripercorre le fasi della storia della “Piccola Fiammiferaia” di Hans Christian Andersen.

Una sonorizzazione che va aldilà del semplice compito di dare una colonna sonora a una storia: si cerca di dare una tridimensionalità e un’intimità che viene cucita addosso allo spettatore. E non è un caso se la loro composizione si basi soprattutto sull’improvvisazione e sulla ripetizione ossessiva di schemi compositivi e “melodici”.

L’umore degli arrangiamenti coglie in pieno quello delle varie fasi della storia: una prevalenza di mood oscuro che si concretizza con il predominio delle strutture dark-ambient ma con vari livelli di “voltaggio” e stratificazione. Diventa essenziale il modo in cui si inserisce il piano e la voce (l’aspetto tetro della title-track) all’interno di alcuni brani. Questo lo si ritrova subito nel minaccioso inizio di “Last Evevning of the Year“; successivamente si aggiungono strati rumoristici pesanti in “Losing the Slippers” o quelli più misurati di “Grievance of a Young Girl“, la malinconia semi-acustica di “Fall of a Star” e i raschi di “The End“.

Non viene dimenticata la parte delle illusioni e dei sogni, il lato “romantico” della storia che viene inglobato in maniera esemplare (la tremolante dolcezza di “Grandma’s Appareance“). In questo senso, anche la voce assume un ruolo particolare: si pensi a un brano come “Hypothermia” che descrive l’inizio della decadenza del corpo (e in effetti la struttura si rivela per l’appunto fredda), ma anche l’inizio delle visioni che addolciscono quel momento (e il flusso vocale, in questo senso, risulta un ottimo espediente).  Stesso discorso per l’aspetto dreamy che si inserisce in “The Joys of a New Year“.

I due artisti svolgono un lavoro esemplare, senza cedere a nessun manierismo: ogni capitolo del disco diventa una storia indipendente ma che rientra in un lavoro strutturale e sistemico che rende il racconto fluido e di forte impatto multisensoriale.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Last Evevning of the Year
  • 2 · The Little Match Girl
  • 3 · Hypothermia
  • 4 · Losing the Slippers
  • 5 · Grievance of a Young Girl
  • 6 · Grandma's Appareance
  • 7 · Fall of a Stars
  • 8 · The Joys of a New Year
  • 9 · The End

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