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Recensioni | Pubblicato il 7 febbraio 2013

Grouper

Grouper

The Man Who Died in His Boat

Genere: psych-folk, ethereal

Anno: 2013

Casa Discografica: Kranky

Servizio di:

Liz Harris è la creatura che si cela sotto le mentite spoglie di Grouper; dal 2005 in poi rilascia alcuni interessanti lavori “da cameretta” interamente confezionati da sola. Il suo è un suono tratteggiato, acustico, a volte appena percettibile, influenzato sia dal folk psichedelico che dall’ambient “industriale” ma etereo; la sua voce fragile ma imperiosa si mescola allo sporco dispiegarsi di droni, accordi di chitarra, rintocchi pianistici e altre presenze rumorose e striscianti: suoni alieni, lontani, immersi in un liquido amniotico lo-fi che (de)compone il microcosmo della sciamana dell’Oregon.

Questo ennesimo lavoro, pubblicato dall’attenta e avventuriera Kranky, è una serie di “scarti di lavorazione” dell’ormai lontano Dragging a Dead Deer Up a Hill (2008), qui la inquieta(nte) fata di Portland si fa carico di questo suo viaggio a ritroso, riproponendo un canovaccio che aveva (solo) parzialmente abbandonato con i lavori successivi. Tuttavia, nel caos niente è lasciato al caso: la confezione, nella sua minimale e sporchissima (mani)fattura, è gradevole e ed è in grado di offrire numerose tracce interessanti.

Vital è slow-core in forte debito coi Low più sommessi, Cloud in Places incalza con una chitarrismo stridulo e (folk) apocalittico mentre nella tenebrosa Being her Shadow si avvertono le esalazioni letali di una drone-ambient assai accattivante tra Zelienople ed Eluvium. La litanica sovrapposizione di voci di Cover the Long Way rimanda agli armonici cori dei This Mortal Coil, Difference (voices) è invece witch-house vibrante che tra echi e tremolii spezzati riesce a tessere una trama gotica eterea molto convincente. Vanishing Point è uno schizzo sonoro appena accennato, con rintocchi pianistici estasiati e di rara intensità.

Le tracce sono legate tra loro da un fruscio insistente che funge da fondale a un susseguirsi ideale di immagini, sfocate ma intriganti, le quali, alla luce dei fatti, definiscono un lavoro, sì secondario, ma comunque ben organizzato, nonostante sia frutto di un ripescaggio.

 

 

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · 6
  • 2 · Vital
  • 3 · Cloud in places
  • 4 · Being her shadow
  • 5 · Cover the long way
  • 6 · Difference (voices)
  • 7 · Vanishing point
  • 8 · The Man Who Died In His Boat
  • 9 · Towers
  • 10 · STS
  • 11 · Living room

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