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Recensioni | Pubblicato il 12 aprile 2013

David Bowie's The Next Day

David Bowie

The Next Day

Genere: Pop-Rock

Anno: 2013

Casa Discografica: ISO / Columbia Records

Servizio di:

8 gennaio 2013. E’ il compleanno di David Bowie, icona della cultura pop del ventesimo secolo e artista dalle mille sfaccettature, e per l’occasione esce un suo nuovo singolo con video annesso. Tutto regolare, no? No. Motivo? Rompe un silenzio durato dieci anni, un lasso di tempo non indifferente specie per un ambito abituato a velocità forsennate come quello musicale, e lo fa con il botto: niente comunicati o video promozionali, che parli la musica. E la musica dal canto suo parla chiaro: il Duca è tornato in grande stile.

Sì perché “Where Are We Now?”, questo il titolo del singolo rilasciato su iTunes a inizio anno, condensa in sé il Bowie attuale e quello passato, il tutto sulle ali della malinconia. Una performance vocale di indubbio trasporto e valore, che però proprio in virtù di questo lascia presagire un commiato imminente. O almeno questa era l’impressione di molti dopo aver ascoltato un pezzo tanto struggente, con un Bowie che canta di ricordi dal sapore berlinese e si chiede dove siamo adesso. Ad avvalorare l’ipotesi il video, in cui l’artista osserva il proprio ologramma all’interno di uno studio disordinato, con al centro uno schermo e le immagini di Berlino a far capolino dietro, a renderci partecipi del suo crepuscolo.

Fine? Neanche per sogno. In quei giorni trapela, facendo molto discutere, la copertina del suo nuovo album, ‘The Next Day’ - lavoro cesellato e custodito nella massima segretezza per due anni, cosa del tutto inusuale in un’epoca in cui il prodotto musicale (e la montagna di notizie a esso correlata) viene cannibalizzato in un batter d’occhio dalla Rete – e l’immagine è di quelle che sanno riassumere senza lasciare da parte nulla. Infatti si tratta della copertina di ‘Heroes’, immortale capolavoro del ’77, con sopra un quadrato bianco recante la scritta The Next Day. Il miglior modo per evidenziare il fatto che, come ben spiega l’autore Jonathan Barnbrook, “la grande musica pop e rock è sempre del momento e cancella il suo stesso passato”. Il colpo di teatro è servito. Da qui è un’escalation di entusiasmo per un singolo, il secondo, “The Stars (Are Out Tonight)”, in heavy rotation su radio e tv (da segnalare il video, a cura di Floria Sigismondi e con la partecipazione della sempre impeccabile Tilda Swinton), e per un disco, The Next Day appunto, che ci consegna un Bowie tirato a lucido con un bel po’ di cose ancora da dire.

Il pezzo sopraccitato riprende l’epica bowieana per mezzo di un formidabile connubio di archi e clangori chitarristici, con l’istrionico londinese a cantare le contraddizioni dello stardom col consueto carisma; ottimo antipasto, e per fortuna il resto non è da meno. Si passa dal classico rock ‘n’ roll con echi ‘Scary Monsters’ (la title-track) alle sordide atmosfere con ricami di sax che ricordano i Morphine (“Dirty Boys”), a seguire midtempo con organo in evidenza (“Love Is Lost”), ambigue ballate dal sapore elettrico (“Valentine’s Day”) e frenetici crescendo proggy forse un po’ troppo interlocutori (“If You Can See Me”).

Da pilota automatico anche la seguente “I’d Rather Be High”, idem “Boss of Me” seppur su livelli più ispirati grazie a un’altra comparsata del sax Morphine-style a dare colore, divertente la ritmata “Dancing Out In Space”; si risale la china con la caleidoscopica “How Does the Grass Grow?”, vero e proprio calderone di suggestioni bowieane e non, e ci si infiamma col riff trascinante di “(You Will) Set the World On Fire”. A chiudere la ballata illuminata dal bagliore del tramonto “You Feel So Lonely You Could Die” (inframezzata da cori che ricordano molto quelli di “The Cage” dei Tuxedomoon) e la stupenda “Heat”, coda atmosferica degna dello Scott Walker più introspettivo e cupo.

Conclusione più che soddisfacente di un disco nel complesso ispirato e brillante, che segna così l’ennesima ribalta di un artista che ha saputo intercettare i linguaggi musicali più disparati e distanti esaltandone alcuni e ponendo le basi per altri, il tutto con la costante, straordinaria capacità di sorprendere e (forse) sorprendersi.

Lunga vita al Duca Bianco.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · The Next Day
  • 2 · Dirty Boys
  • 3 · The Stars (Are Out Tonight)
  • 4 · Love Is Lost
  • 5 · Where Are We Now?
  • 6 · Valentine's Day
  • 7 · If You Can See Me
  • 8 · I'd Rather Be High
  • 9 · Boss Of Me
  • 10 · Dancing Out In Space
  • 11 · How Does The Grass Grow?
  • 12 · (You Will) Set The World On Fire
  • 13 · You Feel So Lonely You Could Die
  • 14 · Heat

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