Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 26 marzo 2013

Bonobo

The North Borders

Bonobo

Genere: Elettronica, Nu-jazz

Anno: 2013

Casa Discografica: Ninja Tune

Servizio di:

Bonobo, moniker del producer britannico Simon Green, è uno di quei nomi che hanno pesato consistentemente sulla crescita qualitativa del movimento elettronico internazionale degli ultimi quindici anni. In modo particolare ha contribuito a rendere “caldo” il genere con una ricercatezza compositiva che lo ha reso uno dei migliori nel suo campo.

A tre anni di distanza dal notevole Black Sands , ritorna con il quinto album in studio The North Borders (per la sempre ottima Ninja Tune) che in linea di massima non si discosta molto dal precedente lavoro. Con il solito intreccio con gli strumenti tradizionali e un’accurata scelta degli ospiti, Bonobo costruisce composizioni dall’elevata magnificenza estetica che esplorano vari aspetti del nu-jazz, con una maggiore focalizzazione sulla progressione delle ritmiche e uno sguardo sempre attento al quadro complessivo dell’armonia (un’idea abbastanza chiara in proposito la può dare il brano “Know You”).

L’inizio con “First Fires” è di quelli che ti fanno assaporare la qualità del lavoro: la splendida voce di Grey Reverend (The Cinematic Orchestra) si fa spazio e si fonde con i contrasti fra i beats secchi e la melodia degli archi. Un brano che svela un’apertura verso il movimento del future sound.  Si volta pagina con”Emkay” che viaggia su ritmi più veloci più vicini alla dubstep (tranne che per la distensione nei secondi finali). Il primo singolo estratto dall’album “Cirrus” porta alla luce la graduale costruzione del suono e l’elevata caratura del lavoro di stratificazione che svolge Bonobo.

Arriva il turno di Erykah Badu e i risultati non possono non essere che gradevoli: “Heaven for the Sinner“è  un pezzo ricamato su misura sulla sua vocalità e gioca molto sulla dualità della melodia del cantato e l’irregolarità di alcuni momenti strumentali. “Sapphire” porta alla luce un altro aspetto della sua musica: le sfumature ambientali che si creano grazie alla fusione di strumenti “classici” e questo pezzo ne è l’esempio perfetto.

Altra ospite gradita è Szjerdene, un’altra voce graziosa che questa volta in “Towers“va a scontrarsi con un arrangiamento meno accomodante e un’elettronica più consistente. Stesso discorso si può fare per l’altro pezzo che la vede ospite ovvero “Transits“.  ”Antenna” ricalca, in modo quasi fiabesco, il filone glitch-hop, mentre la conclusione è affidata alla voce di Cornelia Sojdelius in “Pieces” che invece si  riversa su strutture e ritmiche più vicine all’hip-hop

Evocativo, raffinato ma comunque dalle ritmiche incisive: è questo essenzialmente la ricetta del nuovo lavoro di Bonobo. L’artista britannico conferma ancora una volta il suo valore di scultore meticoloso del suono: tutto è al posto giusto, non una sbavatura. C’è solo una parola che può riassumere la sua musica: la classe che si riversa nel suo stile unico e inimitabile.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · First Fires (feat. Grey Reverend)
  • 2 · Emkay
  • 3 · Cirrus
  • 4 · Heaven For The Sinner (feat. Erykah Badu)
  • 5 · Sapphire
  • 6 · Jets
  • 7 · Towers (feat. Szjerdene)
  • 8 · Don’t Wait
  • 9 · Know You
  • 10 · Antenna
  • 11 · Ten Tigers
  • 12 · Transits (feat. Szjerdene)
  • 13 · Pieces (feat. Cornelia)

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi