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Recensioni | Pubblicato il 8 gennaio 2013

&c. - The progression of digression

&c.

The progression of digression

Genere: Elettronica, Dubstep, Trip-hop

Anno: 2012

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

Chi segue le nostre rubriche ha già avuto modo di incontrare più volte, nel corso degli ultimi mesi, il progetto a nome &c., esperienza musicale nata nel 2011 a New York dalla mente di Anthony Padavano e arricchita dalla costante collaborazione di Robert Bonavoglia e Gabriel Ruiz.

I tre inaugurano il nuovo anno con la pubblicazione del loro secondo lavoro, The progression of digression, in cui riprendono la struttura musicale e i contenuti dell’esordio Etc portando alla luce un’elettronica criptica e oscura dominata da atmosfere spesso ossessive e claustrofobiche. L’album, uscito proprio il 1° gennaio, si presenta come un’esperienza sonora dai contorni indefiniti, in cui drum machine e sintetizzatori giocano a lungo con il minimalismo e la ripetitività delle componenti, quest’ultima accentuata poi da una sezione vocale spesso inafferrabile.

La sintesi di tali elementi porta a un quadro sfocato, nebbioso, che lascia i sensi in bilico in una dimensione quasi ansiogena: l’apertura è sintomatica di tale stato, tra i ritmi tribali di sottofondo di “Input” e i canti sospirati di “Ego” e “Tear”. Con “Transmission” e “Midnight”, invece, si entra in territori più vicini alla dubstep e al trip-hop, fino a raggiungere in “Faster” i picchi deliranti di un Thom Yorke in preda a crisi compulsive.

Tutto si muove in un costante alone di cupezza, che è poi il vero fascino della musica di &c. impenetrabile eppure ipnotica, come dimostrano “Transmission” e “Slip”, tracce tra le quali trovano spazio da un lato la dolcezza del piano di “Slave” e dall’altro la vena rumoristica di “Illuminate”.

Si giunge così alle battute finali: nell’incalzante “Gojira”, tra percussioni ruvide e una voce sussurrata, riemerge il pianoforte con tutto il suo carico di mistero, mentre in “Sleep”, che inizia con uno spoken word vicino all’hip-hop per poi giungere a un finale synth-pop, dominano le variazioni sul tema; e se “Pawn” tocca motivi neoclassici, arricchiti da una curata fase corale, i dodici minuti dell’ultima traccia “Entropy” fanno da guida verso l’uscita su un tappeto sonoro che strizza l’occhio sia all’ambient che all’industrial.

Album di certo non immediato, The progression of digression lascia la sensazione di non essere un lavoro del tutto inaccessibile ma, anzi, di avere un elevato potenziale nella capacità di creare atmosfere sempre dense ed empatiche. Certo, talvolta il senso di inquietudine che pervade ogni traccia e la meccanicità di alcune soluzioni possono appesantire l’ascolto, ma il percorso intrapreso da Anthony e soci sembra di assoluto interesse (l’album è ascoltabile in streaming da questo link: http://music.et-cet-era.com/album/the-progression-of-digression).

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Input
  • 2 · Ego
  • 3 · Tear
  • 4 · Transmission
  • 5 · Midnight
  • 6 · Faster
  • 7 · Reconnected
  • 8 · Slave
  • 9 · Illuminate
  • 10 · Slip
  • 11 · Gojira
  • 12 · Sleep
  • 13 · Pawn
  • 14 · Entropy

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