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Recensioni | Pubblicato il 21 novembre 2012

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Folo

The secret message

Genere: Folktronica, Sperimentale

Anno: 2012

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

Elettronica minimalista e corde di chitarra pizzicate con delicatezza, in quell’avvolgente e rarefatto connubio tradizionalmente definito come “folktronica”, è ciò che in una estrema sintesi si può dire per descrivere la musica degli israeliani Folo e il loro album d’esordio The secret message.

Provenienti da una terra quotidianamente ai “disonori” delle cronache per questioni politico-religiose che continuano a macchiarla di sangue ormai da decenni (ma che non competono a questa sede), i Folo sorprendono forse anche per questo motivo, per la loro capacità di dar vita ad atmosfere spesso rarefatte che si elevano al di sopra di qualsiasi scempio attribuibile alla razza umana, divenendo caldi spazi sonori senza confini.

The secret message è un vero e proprio gioiello, in cui la sperimentazione non cede mai il passo al superfluo o all’inaccessibile ma diventa, anzi, un arricchimento delle dolci melodie che pervadono l’intero disco. Da “Sirens” a “White bear & the birds”, a “Politically correct” e “Same same”, passando per i brevi intermezzi “The secret message” e “Pink box”, i suoni scorrono con una grazia rapitrice, in cui chitarra, pianoforte, contrabbasso, xilofono e inserti elettronici fanno da elegante supporto alla voce eterea di Ori Alboher (peraltro di recente uscito anche con un interessantissimo album solista).

Richiami più o meno evidenti alla cultura ebraica compaiono qui e là come un omaggio alle origini della band, facendosi esplicite in particolare in “Karev Yom”, che riprende un canto tradizionale costruendovi sopra un affascinante e commovente vortice sonoro all’ascolto del quale non sembra azzardato volare con la mente alle atmosfere tipicamente di stampo nord europeo, mentre “Poor prayer”, pur mantenendo la sinteticità e l’essenzialità dei suoni, assume connotazioni più prossime al blues.

La chiusura dell’album è affidata ad altri due toccanti momenti: “Autumn lullaby”, che in cinque minuti rasenta la perfezione, tanto negli arrangiamenti quanto in una sezione vocale a dir poco ipnotica, e “Coldpast”, che rimanda vagamente alle composizioni radioheadiane più dolci.

Sorprendenti per abilità di composizione e maturità stilistica, con The secret message i Folo ci regalano un emozionante esordio, probabilmente destinato a rimanere sommerso dall’immensa produzione europea e statunitense che riempie pagine e pagine di critica, ma assolutamente meritevole di uscire allo scoperto e colpire al cuore chi avrà la fortuna e la curiosità di cliccare il tasto play (http://foloband.bandcamp.com/).

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Sirens
  • 2 · The secret message
  • 3 · White bear & the birds
  • 4 · Olive house
  • 5 · Karev Yom
  • 6 · Politically correct
  • 7 · Pink box
  • 8 · Same same
  • 9 · Poor prayer
  • 10 · Autumn lullaby
  • 11 · Coldpast

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