Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 22 giugno 2012

effects

Memoryhouse

The Slideshow Effect

Genere: Dream Pop

Anno: 2012

Casa Discografica: Sub Pop

Servizio di:

Il dream pop è un genere fortunato sin dai tempi dei Cocteau Twins, sin da quando Reynolds ed i suoi colleghi americani hanno coniato il termine e, in quest’ultimo anno, sta avendo una fioritura particolarmente florida. Di certo Bloom dei Beach House è la stella di questo 2012, ma uno spazio molto importante lo rivestono anche i Memoryhouse con la loro opera prima full lenght, The Slideshow Effect.

Un disco in cui la componente elettronica chillwave si inserisce seguendo la via tracciata da tempo dai colleghi di Baltimora. Forte di un artwork accattivante e di una voce, quella di Denise Nouvion, eterea e melodica al punto giusto, questo duo di Toronto crea un’opera piacevole, per quanto non eccessivamente innovativa. All’interno sono presenti momenti alti, bilanciati però da altri non propriamente originali.

La tripletta di apertura è il fiore all’occhiello dell’album: si parte con i cori lenti ed eleganti di Little Expressionless Animals, che procede con una linea semplice ma non per questo meno avvolgente. Ancora meglio è la seguente, The Kids Were Wrong, con le sue sonorità squisitamente vintage e la spensieratezza dei suoi giri di chitarra. All Our Wonder è invece un brano più intimo e dreamy che cresce in salita per sbocciare nel loop finale “no more silence for me”, di rara bellezza.

Punctum porta a gran voce l’influenza del folk all’interno del disco, ma sporcandolo di una patina d’esotismo. Heiloom in fin dei conti risulta un po’ anonima, troppo piatta e alla lunga stancante. Delicati arpeggi di chitarra ed accordi al piano appena accennati sono il biglietto da visita di Bonfire, in cui ritornano, rafforzati, gli echi folkeggianti già uditi poco prima. Pale Blue sono tre minuti di incostante e svogliata malinconia, cui segue una Walk With Me piena di echi ma banale e priva di sostanza. Poche note breve ed intense sono l’intro di Kinds Of Light, lenta ed emozionante, che risolleva l’udito dopo la scarsa pregnanza delle due tracce precedenti; la voce della Nouvion si mantiene bassa e strascicata per poi elevarsi in quello che è il miglior ritornello del disco. Infine un inquieto giro di chitarra annuncia Old Hunts, l’ultimo brano; le sue corde mestamente pizzicate si spengono solo nel finale, in una chiusura piacevolmente inaspettata.

I Memoryhouse hanno ben sedimentato la scuola della coppia X&X, fatta di soundtrack per vecchie foto ingiallite e nostalgiche. Certo, se tutte le opere prime fossero come The Slideshow Effect potremmo vivere di esordi, ma l’originalità resta per certi versi un punto debole del duo. Consolidata ormai la tecnica è lecito aspettarsi dal prossimo lavoro una rielaborazione più personale del genere di riferimento.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Little Expressionless Animals
  • 2 · The Kids Were Wrong
  • 3 · All Our Wonder
  • 4 · Punctum
  • 5 · Heirloom
  • 6 · Bonfire
  • 7 · Pale Blue
  • 8 · Walk With Me
  • 9 · Kinds Of Light
  • 10 · Old Haunts

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi