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Recensioni | Pubblicato il 29 aprile 2014

Elbow

Elbow

The Take Off And Landing Of Everything

Genere: Indie-rock, Pop-rock

Anno: 2014

Casa Discografica: Fiction Records

Servizio di:

Con The Take Off and Landing of Everything gli Elbow allestiscono una vera e propria liturgia. Composta di riti che si ripetono rassicuranti, lenti, in quanto tali ripetitivi. Certo in un momento di incertezza la cosa non può che essere d’aiuto ad animi inquieti, ma a dir la verità alla fine risulta noiosa e prevedibile. Stiamo parlando di una band di quarantenni che negli ultimi anni hanno fatto le esperienze personali di questa età di passaggio ed è comprensibile che uno sguardo intimista e morbido rappresenti lo stato d’animo di Guy Garvey e soci. Ma da una band tra le più acclamate al mondo (tra i pochi che “vendono dischi”) ci si aspetta di più. Mancano infatti in questa opera i cambi di tempo, gli intrecci pop rock complessi, le ariosità dei fiati spiazzanti che caratterizzavano Build a Rocket Boys!, la loro splendida precedente opera. La scelta è invece per una semplicità che avvicina ancora di più gli Elbow ad un rock d’autore ormai classico.

Eppure si parla di un bell’album, ben suonato, attento nei suoni e nelle melodie, di cui Elbow sono un punto di riferimento. L’iniziale “This Blue World” (titolo che già è un programma) è una lenta ballata scandita da pennellate di chitarra e un organo in sottofondo, in cui la voce di Guy disegna una nenia morbida. Più movimentata la seguente “Charge”, in cui le pennellate chitarristiche si fanno nervose ma che si avvicina all’estetica Coldplay ultimo periodo. “New York Morning” è un affresco tastiere-voce-batteria in crescendo accompagnato da un commovente video clip dedicato ad una coppia di attempati amanti del rock. E già solo su quel video ci sarebbe da discutere a lungo, su quanto il rock (anche quello degli Elbow) sia diventato una celebrazione (una liturgia, appunto) di una musica classica che ha senso dai quarantanni in su. Il brano è bello ed emozionante.

Arrangiamenti alla Peter Gabriel caratterizzano brani come “Real Life (Angel)”, introspettiva ballata in cui i cambiamenti sono centellinati e le melodie al centro. “My Sad Captains” è un elegante lento che solo una tromba e i cori differenziano dai brani precedenti, mentre il brano omonimo è un intreccio di suoni finalmente pieno e avvolgente.

In The Take Off And Landing Of Everything non c’è una canzone brutta, ma neanche una memorabile. Non c’è un calo di tensione, ma perché non c’è tensione. Allora va ascoltato avendo in mente il periodo, gli interpreti e ciò che ci hanno offerto nelle loro precedenti memorabili opere.

Voto: 6/10

Tracklist:

  • 1 · This Blue World
  • 2 · Charge
  • 3 · Fly Boy Blue / Lunette
  • 4 · New York Morning
  • 5 · Real Life (Angel)
  • 6 · Honey Sun
  • 7 · My Sad Captains
  • 8 · Colour Fields
  • 9 · The Take Off And Landing Of Everything
  • 10 · The Blanket Of Night

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