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Recensioni | Pubblicato il 29 novembre 2013

PianoInterrupted_TheUnifiedField

Piano Interrupted

The Unfield Field

Genere: Neoclassical, Elettronica

Anno: 2013

Casa Discografica: Denovali Records

Servizio di:

Qualche mese fa vi abbiamo raccontato il notevole debutto dei Piano Interrupted. Il duo britannico composto da Franz Kirmann (elettronica) e Tom Hodge (piano) si faceva accompagnare Greg Hall (violoncello) ed Eric Young (batteria). Nel primo album Two by Four l’apporto delle quattro componenti aveva molto senso, in quanto influenzava molto la struttura globale e la versatilità del suono.

Con The Unfield Field c’è un approccio completamente diverso. Innanzitutto la batteria di Eric Young è sostituita con il contrabbasso di Tim Fairhall. Ma soprattutto i due componenti aggiuntivi, seppur importanti (vedi “An Accidental Fugue“), giocano un ruolo minore. Infatti il disco si rivela un’esplorazione più approfondita del rapporto fra piano ed elettronica, e di conseguenza dei due membri principali del gruppo.

Una focalizzazione maggiore su un aspetto della musica presentata nel primo lavoro. Il pianoforte si prende la scena e disegna melodie dall’umore oscuro (la teatrale malinconia di “Darkly Shining“) che vengono colorate dai tratteggi dell’elettronica, quasi mai invasivi (la raffinata “Camera Obscura“) e con eleganti tentativi di destrutturazione (i graffi di “Two or Three Things“) che non disgregano il quadro globale (solo la title-track vede un’imponenza maggiore del fattore elettronico). C’è un accresciuto livello di intimità che fa alimenta il livello di impatto delle composizioni.

A partire di “Emoticon” si intuisce il ricorso ad uno stile più misurato e controllato, anche per quanto riguarda le invasioni del violoncello di Greg Hall e del contrabbasso di Fairhall. L’aspetto più affascinante risulta il livello di coesione che viene fuori, ad esempio, in brani come “Cross Hands” e “Path of Most Resistance“: la tecnica impeccabile permette un incontro suggestivo e indivisibile fra le due anime del gruppo. Anche quando l’elettronica cerca di dominare le strutture, il piano riemerge deciso come accade in “Open Line“.

I Piano Interrupted non fanno un passo indietro, come si potrebbe pensare, ma semplicemente si muovono lateralmente: c’è sicuramente un approccio meno “sperimentale” ma comunque lontano dagli stilemi “classici” del genere. Il pianoforte resta uno strumento che crea e distrugge e l’elettronica contrasta e asseconda impeccabilmente le varie direzioni dello strumento di riferimento. La conferma di due talenti e di un feeling in piena crescita.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Emoticon
  • 2 · Two or Three Things
  • 3 · Cross Hands
  • 4 · Darkly Shining
  • 5 · The Unfield Field
  • 6 · An Accidnetal Fugue
  • 7 · Open Line
  • 8 · Camera Obscura
  • 9 · Path of Most Resistance
  • 10 · Lost Coda

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