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Recensioni | Pubblicato il 9 luglio 2013

ADULT. - The Way Things Fall

ADULT.

The Way Things Fall

Genere: Electro, Synth-Pop

Anno: 2013

Casa Discografica: Ghostly International

Servizio di:

Gli ADULT. ritornano con il loro quinto full-length dopo oltre sei anni dall’ultimo Why Bother? (Thrill Jockey, 2007); pausa comunque intervallata dalla reissue del debutto Resuscitation e una serie di 7”. Fin dalla copertina che riproduce uno scatto nell’inconfondibile estetica asettica della cantante-fotografa Nicola Kuperus, si comprende che gli elementi che contraddistinguono il duo di Detroit ci sono tutti: ostinate linee di synth acide e stonate, drum machine ultrasintetiche, primordiali e geometriche si fondono in un synth-pop nichilista, che fa da sfondo perfetto a un cantato punk-robotico, ansiogeno e nervosamente fuori tono. E’ un ideale incontro tra The Normal e dei Chris & Cosey più caustici.

Eppure con questo nuovo lavoro gli ADULT. vanno oltre i canoni da loro stessi espressi in quello che ad inizio millennio era definito più o meno vagamente come “electro-clash” (calderone di cui loro sono stati precursori e ispiratori piuttosto che rappresentanti); The Way Things Fall è pervaso da un’atmosfera molto più sofisticata e l’impianto compositivo è mutato e affinato in chiave pop in modo da accomodare in maniera più o meno confortevole le forme-canzoni delle dieci tracce che lo compongono.

Ai synth austeri e cassa dritta dell’opener “Heartbreak si contrappongono dei tappeti eterei (“Idle (Second Thoughts)”, “A Day Like Forever) che richaimano le atmosfere delle string machine di John Foxx e Gary Numan ma con i bpm e i pattern propri dell’electro della Motor City. Proseguendo nell’ascolto ci si rende conto che il pop confezionato dal duo, anche se più levigato e meno irruento dei trascorsi non è per niente affabile. Le forsennate sequenze sintetiche si sposano ora con un beat marziale quasi EBM (“New Frustration“) o con ritmiche spezzate tipicamente detroitiane ( “At the End of it All “): viene messo in chiaro che le atmosfere dell’album non sono affatto accomondanti.

A inizio millennio sulla loro etichetta Ersatz Audio, Adam Miller e Nicola Kuperus  pubblicavano la compilation The Forgotten Sounds of Tomorrow, che sin dal titolo rappresentava una sorta di manifesto di un estetica che guardava al synth-pop anni ’80 filtrato dalla prima electro di Detroit e contemporaneamente rielaborato in un processo di de-umanizzazione e astrazione estremo. Kraftwerkianamanete la macchina prima dell’uomo, ma qui non vi è alcun elemento futuristico: è una macchina primordiale dal suono “antico”. Nel suono degli ADULT. dunque ci sono dei riferimenti chiarissimi; eppure il loro processo li astrae e decontestualizza in maniera tale da renderli fuori da ogni tempo e li trasforma in “suoni dimenticati del domani”.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Heartbreak
  • 2 · Idle (Second Thoughts)
  • 3 · Tonight We Fall
  • 4 · New Frustration
  • 5 · Love Lies
  • 6 · At The End of It All
  • 7 · Nothing Lasts
  • 8 · A Day Like Forever
  • 9 · We Will Rest
  • 10 · Rise & Fall

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