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Recensioni | Pubblicato il 26 marzo 2014

Arrange

arrange

Their Bodies in a Fog

Genere: Alt-Songwriting, Ambient-Pop

Anno: 2014

Casa Discografica: Orchid Tapes

Servizio di:

Their bodies in a fog è un titolo forte, di quelli immediatamente evocativi e che fa una sorta di promessa all’ascoltatore. La nebbia è un tema ricorrente nella musica e in questo disco assume una notevole importanza figurativa.

arrange, progetto del musicista e cantautore Malcom Lacey (dalla meravigliosa e creativa Portland), indirizza drasticamente il suono intorno ai testi che rispecchiano un senso di perdita nei confronti di se stessi, la mancanza della percezione del proprio io; come l’effetto della nebbia sui nostri corpi e su ciò che ci circonda.

E’ una metafora sicuramente non originale, utilizzata da molti ma la forza di questo disco è nello sviluppo della “trama”. Con un umore abbastanza uggioso, l’ottima scrittura del musicista statunitense viene rafforzata  da arrangiamenti fluidi e scorrevoli e allo stesso tempo pizzicati e con una ruvidità di fondo che rappresenta l’inquietudine che accompagna questo suo viaggio metaforico verso la purificazione dell’anima dall’oscurità.

La base di fondo è quella di un songwriting che si struttura su un suggestivo ambient-pop nel quale la delicatezza vocale gioca un ruolo importante: dall’essenzialità di “A Fog” e “Time“ alla maggiore sostanza e irregolarità di “Dark Rooms” e “Stranger“, brano che spiega benissimo lo stato d’anima di partenza: “I’ve built myself around, What I can’t bare to claim, I’ve painted over all the walls, But they still seem the same, I sit withered in the box, sit withered alone, I held a friend from coming back I told him I didn’t know“.

Non mancano nemmeno i riferimenti ai sui precedenti album con strati shoegaze soffocati ma comunque presenti (la liberatoria e speranzosa “Sai You Will” e nella strumentale “Heart // What If This Were It? “). Il tocco di modernità del disco è dato dai riferimenti al future sound e di rimbalzo all’r'n’b (chiari in “Movement“:  si concretizzano soprattutto nella collaborazione con Rcky Eat Acid in “Alumni“, nelle palpitazioni di “Dream“, nella quiete di “Home“.

Malcolm Lacey ha avuto la capacità di trasformare un’idea semplice in un percorso molto efficace sotto forma di arrangiamenti ottimamente costruiti e forti dal punto di vista emotivo; e anche in testi assumono un ruolo rilevante ed esaltano il lavoro strumentale meticoloso fatto dal cantautore statunitense.  Un intenso abbraccio fra musica e parole.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · A Fog
  • 2 · Home
  • 3 · Stranger
  • 4 · Dream
  • 5 · Time
  • 6 · Heart // What If This Were It?
  • 7 · Alumni (w/ Ricky Eat Acid)
  • 8 · Movement
  • 9 · Dark Rooms
  • 10 · For Ma
  • 11 · Say You Will

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