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Recensioni | Pubblicato il 22 febbraio 2012

Therapy

Who Killed The Bassman?

Therapy

Genere: Elettronica

Anno: 2011

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

Cosa può uscire da un violino, una chitarra ed un po’ di elettronica per condire il tutto? La risposta è “Who Killed The Bassman?”, un progetto musicale trevigiano basato sì sulla musica, ma in grado anche di spaziare, sconfinando nel campo del design e forse, in futuro, anche nel teatro. Questo trio, formato da Chiara Coletti (violino), Luca Cadel (chitarra, voce, sinth) e Manuel Calesso (mixer, effettistica), si esercita in una interessante sperimentazione alternativa in cui alcuni strumenti tipicamente acustici vengono manipolati e trasformati tra mixaggio e sinth per ottenere un effetto che definirei straniante. Da poco tempo è uscita la loro prima prova su disco, l’EP Therapy. I quattro brani che lo compongono sono sia cantati che strumentali, più o meno elaborati dal punto di vista elettronico, molto diversi tra loro ma tutti legati da una trama di base; in questo modo l’opera si presenta al contempo varia ed unitaria, una continua sorpresa attraversata da un filo rosso costante. Ad aprire l’EP è Obession; la partenza è cupa, velata da sussurri e da inquietanti risate di sottofondo, da cui lentamente si alza l’esile suono del violino, presto accompagnato da arpeggi morbidi e delicati alla chitarra. Dopo pochi attimi, su un ritmo esotico ed intrigante, si inserisce la voce di Cadel, dapprima timorosa e guardinga, che prende però il volo in un ritornello ampio, anche se non inaspettato. Il brano seguente, Labirinto, attacca in modo più sereno e malinconico; il peso dei pizzicati acusticheggianti rimane forte e su di essi il cantato si eleva leggermente distorto e suggestivo, alternandosi al recitato. Alle parti liriche si alternano pause strumentali in cui il violino può permettersi di gorgheggiare a toni più elevati, costruendo melodie languide sul dolce arpeggio continuo della chitarra. Quasi senza il tempo di rendersene conto subentra The Try, cantata in parte in lingua inglese, in parte in italiano; questa traccia risulta lievemente più sostenuta delle altre, ed è inoltre caratterizzata da alcune interessanti variazioni tonali lungo il brano. Sempre magistrale l’archetto della Coletti, che si muove tra difficili equilibrismi, anche grazie ad un sapiente uso del loop. Chiude infine il disco quello che è senza dubbio il mio brano preferito, lo strumentale Come Piuma. Tutto il pezzo è pregno di una elaborazione elettronica maggiore rispetto ai precedenti, e sconfina in modo eccellente nell’ambient più puro; Cadel lavora di sinth mentre il violino si avvolge ai suoni artificiali in uno splendido connubio tra antico e moderno. Unica pecca resta forse il finale, poco conclusivo e troppo in sospeso, ma ciò nulla toglie all’estrema suggestione di questa delicata chiusura. L’esordio di questo musical project è quindi molto ben riuscito; il disco si presenta eterogeneo ma continuo, quasi fosse un’unica lunga traccia di un quarto d’ora. Non si può dunque non guardare con favore a questa nuova realtà musicale in grado di proporre modalità nuove costruendole su canoni “classici”.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Obsession
  • 2 · Labirinto
  • 3 · I Try
  • 4 · Come Piuma

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