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Recensioni | Pubblicato il 9 dicembre 2013

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Antonymes

There Can Be No True Beauty Without Decay

Genere: Soundscape, Ambient, Modern Classical

Anno: 2013

Casa Discografica: Hibernate Recordings

Servizio di:

La bellezza è mescolare in giuste proporzioni il finito e l’infinito (Platone)

La Bellezza, dilemma e (in)certezza di tutte le epoche.  Antonymes, pseudonimo del compositore britannico Ian M Hazeldine, si è interrogato più volte nel corso della sua carriera sul tema della bellezza e sembra aver trovato una convergenza nelle parole di Platone. There Can Be No True Beauty Without Decay è un titolo emblematico che richiama il corso del tempo, il tema del cambiamento, in positivo ma soprattutto in una declinazione di decadimento (spinta per il miglioramento, per completare il quadro del concetto di bellezza).

Questo nuovo lavoro risulta la rielaborazione di un suo lavoro del 2009 Beauty Becomes the Enemy of the Future. Cambia l’impostazione e i pezzi prendono un’altra piega con l’aiuto di amici “speciali” come Ian Hawgood, Isnaj Dui, Offthesky, Field Rotation, Wil Bolton, Spheruleus e James Banbury. Da soggetto principale, la bellezza diventa l’essenza del suono prodotto da Antonymes grazie al tocco minimalista (l’essenzialità tetra di “Strange Light [i]  ”), l’eleganza dell’utilizzo del piano (il tracciato scarno di “Means Of Escape [i] “, quello  più sciolto di “Misshapen Beauty [i] “, la tecnica in “Borne Of Sadness [i] “), i flussi ambientali che sanno interpretare bene il grigiore espresso dallo stesso artwork (il malinconico incedere di “Strange Light [ii] ” e “Borne Of Sadness [ii]  ” , la solenne e quasi struggente “The End Of Everything [ii]“, il volto ruvido di “Means Of Escape [ii]  “).

Le piccole distorsioni e rumorismi diventano essenziali per disegnare il mood: pensate come interagiscono alla perfezione con la nuvola nera che accerchia “Forever Without Hope [ii] “. Il compositore britannico è attento anche a dosare la tensione e a creare efficaci e delicati contrasti come succede in “Falling [ii] ” e “Misshapen Beauty [ii]“, brano dalla grazia raschiata. Fra i migliori brano dell’album.

Ian M Hazeldine trova il suo equilibrio perfetto, con una magnificenza e un fascino inenarrabile (ma ci proviamo lo stesso): ogni singola nota si incastra perfettamente nella costruzione di spazi colmi di silenzi e contrasti d’umori. Un album che risulta la risposta a quella domanda che non ne ha nessuna e contemporaneamente infinite: Che cos’è la bellezza?

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · Means Of Escape [i]
  • 2 · Strange Light [ii]
  • 3 · Forever Without Hope [ii]
  • 4 · Misshapen Beauty [i]
  • 5 · Falling [ii]
  • 6 · Borne Of Sadness [i]
  • 7 · The End Of Everything [ii]
  • 8 · Means Of Escape [ii]
  • 9 · Strange Light [i]
  • 10 · Forever Without Hope [i]
  • 11 · Misshapen Beauty [ii]
  • 12 · Falling [i]
  • 13 · Borne Of Sadness [ii]
  • 14 · The End Of Everything [i]

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