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Recensioni | Pubblicato il 8 ottobre 2014

Yorke

Thom Yorke

Tomorrow's Modern Boxes

Genere: Elettronica

Anno: 2014

Casa Discografica: Autoprodotto

Servizio di:

Thom Yorke ci ha abituato ai suoi colpi di genio, il folletto oxoniense sta vivendo un periodo di creatività artistica ai suoi massimi livelli. La carriera ormai storica coi Radiohead lo ha prima portato al successo e poi lo ha spinto verso la ricerca sonora e la sperimentazione al punto che un nuovo disco della band conserva sempre un alone di dolce imprevedibilità che sarà facilmente amata dai fan e osteggiata dai detrattori. Dopo varie collaborazioni tra gli anni ’90 e ’00, nel 2006 arriva il primo disco solista, The Eraser, poi il tour con una band che di li a poco si fa chiamare Atoms For Peace e che rilascia un disco nel 2013 (Refosco, Flea e il fedelissimo Godrich tra le fila) e nei giorni precedent, a sorpresa, Tomorrow’s Modern Boxes pubblicato via torrent al costo di 6$ con il download gratuito di un singolo e del rispettivo videoclip.

Yorke ha ormai abituato tutti ai suoi dubbi sul sistema di marketing e promozione del mondo della musica, ci sono fior di saggi accademici che disquisiscono sul fenomeno del pay-what-you-want di In Rainbows (disco del 2007 che poteva essere acquistato a qualsiasi prezzo da 00.00$ ad una cifra spropositata e che, ad oggi, ha avuto più download pagati che gratuiti). Gira voce poi che all’epoca (2002) Hail To The Thief sia stato anticipatamente messo in rete dagli stessi Radiohead come promozione del disco. Insomma, un approccio ribelle dall’interno del sistema accompagnato ad una qualità creativa che se non evita di deludere fa quantomeno discutere e non per poco.

La capacità di essere ‘contemporaneo’ ha reso Thom Yorke quello che è, tutto quello che è passato tra “Creep” e questo disco fa capire quanto sia importante non accartocciarsi sulla propria dimensione artistica ma guardarsi attorno e imparare o, perché no?, rubare. Qualcuno diceva “l’artista mediocre copia, mentre il genio ruba” e allora Thom Yorke è un ladro in pieno stile, pubblica sporadicamente le sue chart con la musica che sta ascoltando in quel determinato periodo, quindi sai anche dove andrà a parare, più o meno.

Tomorrow’s Modern Boxes è un disco elettronico, più spinto del debutto solista di Thom Yorke, più diretto di Amok. Ritmiche serrate e atmosfere asfissianti lasciano il passo a piccoli gioielli chillout, era tutto stato ‘svelato’ in maniera fittizia dall’applicazione PolyFauna, un vero e proprio viaggio attraverso scenari digitali accompagnati da quelli che poi si sono svelati sample strumentali degli otto brani che compongono l’album. “A Brain In A Bottle è il casso pezzo del Thom Yorke versione elettronica: intro indefinita, ritmica secca e voce in falsetto che disegna traiettorie delicate e si contrappone ad un tappeto di altre voci effettate, il tutto che sfocia in un inciso d’impatto. L’altra faccia di Yorke è “Truth Ray”, delicata e vagamente jazzata ricorda in alcuni momenti “Nude” (ovviamente qui rivestita di una cascata di elettronica). “There Is No Ice (For My Drink)” ribadisce quanto Caribou sia uno dei musicisti preferiti di Thom Yorke; “Interference” non è nulla di nuovo dal punto di vista dei suoni se si pensa a quanto fatto da Nigel Godrich con gli Ultraista.

In sei giorni un milione e centomila persone hanno scaricato Tomorrow’s Modern Boxes, un album con zero promozione e incastrato tra l’uscita del secondo disco di Phil Selway, la performance di Jonny Greenwood al Boiler Room e la finalizzazione in studio del nuovo disco dei Radiohead. Non sarà un disco che passerà alla storia ma immergersi nel mondo claustrofobico di Thom Yorke non è sicuramente una perdita di tempo, è una questione di abitudine ormai.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · A Brain in a Bottle
  • 2 · Guess Again!
  • 3 · Interference
  • 4 · The Mother Lode
  • 5 · Truth Ray
  • 6 · There Is No Ice (For My Drink)
  • 7 · Pink Section
  • 8 · Nose Grows Some

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