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Recensioni | Pubblicato il 8 dicembre 2011

cover

The PotT

To Those In The Eyes Of God

Genere: Industrial Rock, Stoner

Anno: 2011

Casa Discografica: Sinusite Records

Servizio di:

Uscito il 30 Ottobre di quest’anno, l’album To Those In The Eyes Of God è un tunnel psicotico e trascinante che crea atmosfere e sensazioni inquietanti in chi lo ascolta. Si tratta del disco d’esordio dei The PotT, band di Torino, composta da: Emanuele Bertasso (voce), Simone Seminatore (chitarrista), Simone Roseo (basso), Fabio De Filippo (cori e basi elettroniche) e Manuele Miceli (batteria). Lo stile della band si inserisce tra Stoner ed Industrial, ma con un significativo debito al rock psichedelico ed alla corrente new wave. Si tratta di un’opera difficile da inquadrare, aspra, ma al contempo non priva di fascino.

L’album parte con The Hollow, climax ascendente che inizia cauto per poi mostrarsi feroce ed esplicativo nel proseguio, senza snobbare però sonorità melodiche che ricordano senza dubbio i Depeche Mode; segue a ruota Prison of Social Conformity, in cui la parte elettronica acquisisce un suo peso importante e le sonorità sludge rendendo il brano meditabondo ed introspettivo. Non convince, invece, Showing Muscle, pezzo mainstream troppo convenzionale che pecca di eccessiva mancanza d’originalità. Lo sfondo si inquieta con Intimacy, in cui la melodica e la ritmica si fanno altalenanti ed incerte, e si fa sempre più incalzante con Sick, brano che si muove all’interno dello stile dei System of a Down.

Nell’incipit di The Lost Art Of Pretending si inserisce uno di quegli elementi extra-musicali tanto cari all’industrial, mentre il resto del brano si spartisce tra aggressività ed atmosfere semi-oniriche. Una discesa agli inferi è la seguente In This Hole, dal cui testo non traspaiono che depressione e disillusione (All alone in this hole, don’t know where I am supposed to be…) ; inquietante l’accusa sociale in Alice, anche grazie al recitato in italiano, penetrante come un veleno, che distanzia questo pezzo dal resto dell’album, ma in modo tutt’altro che spiacevole. Chiude, infine, il tutto SBV, brano psichedelico ed psicologico, ai limiti dell’ambient.

To Those In The Eyes Of God è senza dubbio un album complesso, che magari al primo ascolto può non piacere e che richiede una meditazione attenta; un’opera non priva di pecche e di cadute di stile nel commerciale (non molte, bisogna dire, a onor del vero), ma anche un’opera in grado di raggiungere picchi di originalità molto alti e tutt’altro che scontati, che fanno pensare a questa band come ad un progetto ancora acerbo ma con ampi margini di miglioramento, e dunque da tener d’occhio.

Voto: 6,4/10

Tracklist:

  • 1 · The Hollow
  • 2 · Prison of Social Conformity
  • 3 · Showing Muscles
  • 4 · Intimacy
  • 5 · Sick
  • 6 · The Lost Art of Pretending
  • 7 · In this Hole
  • 8 · Alice
  • 9 · SBV

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