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Recensioni | Pubblicato il 12 gennaio 2015

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Carlo Maver

Tracce d'Africa

Genere: Jazz, World

Anno: 2014

Casa Discografica: Autoproduzione

Servizio di:

Quando faccio riferimento all’accezione World Music penso, forse banalmente, a una musica (popolare e non) che identifica determinati luoghi del mondo ma a suoni che ti fanno dimenticare di appartenere ad un luogo e che ti liberano dalle barriere che bloccano mente e corpo. Carlo Maver, con Tracce d’Africa, è riuscito a realizzare un disco che concretizza quella idea di viaggio che spesso viene nominata nelle recensioni. Questo non solo da un punto di vista “territoriale” ma soprattutto di intreccio di generi ed influenze.

Maver è uno dei pochi, se non l’unico, suonatori di bandoneon ad aver suonato in Etiopia e in Afganistan e ciò rappresenta solo una parte della sua esperienza che sfocia nella realizzazione di questo lavoro. Il racconto musicale del sud del mondo è accompagnato dalle collaborazioni di Pasquale Mirra (Vibrafono), Giancarlo Bianchetti (chitarra), Davide Garattoni (basso elettrico), Roberto Rossi (batteria e percussioni); ospiti del disco sono Achille Succi (Clarinetto basso,Sax contralto,flauti etnici), Silvia Donati (voce) e Danilo Mineo (Percussioni).

“Personalmente credo che la ricchezza ritmica che deriva dall’Africa e che ha fecondato tantissimi generi musicali sia uno dei più grossi debiti che il mondo ha contratto nei confronti del continente nero.” Questa sua convinzione la ritroviamo nel disco che rappresenta la prova empirica dell’esperienza culturale che raccontano i 13 Brani. Ritroviamo il jazz “etnico” e i ritmi della suggestiva “Chansonne des chameaux“, le radicate origini dei due “Afro flute” e sopratutto dell’inarrestabile vividezza di “Tubabu“.

Poi c’è l’altra parte del sud, quella del sudamericana e che possiamo ascoltare nei “tanghi rivisitati” di “Tana Milonga” (con frenetiche incursioni free jazz che si ripresentano anche in “Rio de Plata“), la ninna nanna suggestiva in chiave brasiliana di “Bona noite Leo“, la solennità di “Carruggi e Malasorte“. Menzioni speciali per l’intimità di un brano come “Preghiera per Romualdi e Fabiani” (dedicato a due personaggi fondamentali nella storia del tango e del bandoneon) e la finale “Pifanos” che rappresenta perfettamente l’incrocio di culture a cui mi riferivo inizialmente, dunque un perfetto manifesto dell’intero album che senza ombra di dubbio rappresenta una delle migliori uscite del 2014.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Afro flute
  • 2 · Tana milonga
  • 3 · Chansonne des chameaux
  • 4 · Monsieur Coulibaly
  • 5 · Bona noite Leo
  • 6 · Rio de la Plata
  • 7 · Preghiera per Romualdi e Fabiani
  • 8 · Carruggi e Malasorte
  • 9 · Afro Flute 2
  • 10 · Choro pra bandoneon
  • 11 · Tubabu
  • 12 · Pinocchio
  • 13 · Pifanos

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