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Recensioni | Pubblicato il 26 febbraio 2014

Trick Mammoth

Trick Mammoth

Floristry

Genere: Guitar Pop

Anno: 2014

Casa Discografica: Occultation Records

Servizio di:

Floristry è l’essenza musicale di una ricerca di semplicità e dolcezza che permea il mondo dei Trick Mammoth, giovane band neozelandese nata nel 2013, anno in cui ha registrato l’album che esce a febbraio 2014 in Europa a cura della Occultation Records. L’album è infatti frutto della terza collaborazione della Occultation con la neozelandese Fishrider, dopo le recenti uscite di Opposite Sex e dei Factory Star. E rinnova un’unione che ha l’obiettivo di valorizzare il guitar pop e folk non legati ai circuiti mainstream.

Se le note di stampa parlano di una flower pop band il motivo è che le canzoni suonate in Floristry hanno i colori e la delicatezza dei fiori. Strutture semplici di chitarra basso e batteria, melodie zuccherose in quantità ostentata, vocine leggiadre e un po’ melanconiche sono gli ingredienti di un’opera che, anche nei testi, ci porta in un intimo e caldo rifugio dalle oscenità del mondo fuori. E se cercate questo riparo sono la band che fa per voi.

Adrian Ng  e Millie Lovelock suonano la chitarra e cantano, Sam Valentine suona la batteria, mentre tutti suonano il basso. Diversamente da molte delle band che attualmente producono guitar pop, i Trick Mammoth non sporcano il suono con feedback o distorsioni. Il noise non è presente, mentre lo spirito di Belle & Sebastian e della loro estetica aleggia, mentre qua e là compare la vena cantautorale dei Carpenters.

Le canzoni mantengono le promesse di questa attitudine zuccherosa, partendo dall’iniziale e veloce “Baltimore”, guidata dagli intrecci di chitarra, dalla voce angelica e dai coretti sweet. Si scende ogni tanto di ritmo con brani come “Terracotta”, dove la voce maschile colora di un’ombra di malinconia una trama chitarristica semplice che sfocia in un piacevole ritornello. C0n brani come “Himalayas” le cose si fanno meno zuccherose, il brano è più lento e pensieroso e punta su una struttura solida e accordi in minore. Nell’omonima “Floristry” il confine tra durezza e dolcezza è flebile, il brano alterna momenti delicati a schitarrate decise. Ma è una pausa perché poi l’album scivola via con altri confetti.

E se avete voglia di confetti Floristry è l’album per voi. Dolce, leggero, rassicurante.

Voto: 6/10

Tracklist:

  • 1 · Baltimore
  • 2 · Pinker Sea
  • 3 · Terracotta
  • 4 · Delphine (With A Purpose)
  • 5 · Vesper II
  • 6 · Himalayas
  • 7 · Floristy
  • 8 · Cold Dalmatian
  • 9 · Days Of Being Wild
  • 10 · Week End

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