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Recensioni | Pubblicato il 13 giugno 2013

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The National

Trouble Will Find Me

Genere: Indie-rock, Pop

Anno: 2013

Casa Discografica: 4AD

Servizio di:

“Step out of the Comfort Zone” è un pensiero che mi è venuto in mente ascoltando il nuovo disco di The National. Matt Berninger e soci, arrivati alla sesta prova in studio con Trouble WIll Find me, cercano di sorpassare la linea ideale di “sicurezza” ma succede che da questo punto di vista la musica faccia un passo avanti e poi subito indietro.

Non mi riferisco alla qualità, sempre ottima sia dal punto di vista della scrittura che della composizione. Il titolo e la copertina lasciavano presagire un ulteriore step verso gli aspetti tenebrosi (ad esempio “Demons“, ma soprattutto “Sea of Love“) che caratterizzano la loro musica e i loro testi. Ma l’approccio sonoro è evidentemente cambiato. Se da un lato permangono le venature dark della loro musica, dall’altro le linee si ammorbidiscono con un tentativo di sdrammatizzare la portata degli argomenti trattati sia nelle composizioni più intime che in quelle basate sulle ritmiche (“Don’t Swallow The Cap“, “Humiliation” e “Graceless“). La prova del nove è rappresentata dalla presenza di ospiti quali Sufjan StevensAnnie Clark (aka St. Vincent), Sharon Von Etten e Nona Marie Invie (Dark Dark Dark).

La lucentezza (per così dire) è subito riscontrabile in “I Should Live In Salt“, soprattutto nell’evoluzione finale. E lo si può notare anche nella più raccolta “Fireproof” che con percussioni ovattate e fluidi flussi acustici. Anche nell’aspetto vocale è ricercato questo tipo di approccio e “Heavenfaced” ne è la prova concreta. “Pink Rabbits” si inserisce bene in questo discorso con il suo gusto leggermente retrò. “Slipped” e “Hard to Find“, per quanto impeccabili e affascinanti, sono invece il simbolo della lotta fra vecchio e nuovo corso.

L’album fa emergere una dualità di approccio che rende incompiuta la tentata trasformazione. Non ha aiutato la lunghezza del disco che esalta questa lotta che si protrae per tutta la durata e porta inevitabilmente un po’ di stanchezza. Non deludono, in quanto siamo di fronte a un buon disco. Ma non c’è nemmeno entusiasmo per quanto raccontato nelle righe precedenti. Con un taglio più netto, avrebbero sicuramente vinto la sfida lanciata a se stessi. Ma questo è un pareggio.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · I Should Live In Salt
  • 2 · Demons
  • 3 · Don’t Swallow The Cap
  • 4 · Fireproof
  • 5 · Sea Of Love
  • 6 · Heavenfaced
  • 7 · This Is The Last Time
  • 8 · Grace
  • 9 · Slipped
  • 10 · I Need My Girl
  • 11 · Humiliation
  • 12 · Pink Rabbits
  • 13 · Hard To Find

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