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Recensioni | Pubblicato il 10 luglio 2013

tunng

Tunng

Turbines

Genere: Alt-folk

Anno: 2013

Casa Discografica: Full Time Hobby

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Al quinto album in studio, i Tunng creano probabilmente la loro creatura più bella. Il gruppo, proveniente da Londra, è formato da Ashley Bates, Becky Jacobs, Martin Smith, Mike Lindsay, Phill Winter. Il debutto risale al 2005 con Mother’s Daughter And Other Songs, uscito per la Static Caravan. Gli altri album sono tutti usciti per Full Time Hobby, da anni simbolo di garanzia di uscite di qualità.

Turbines è un villaggio immaginario con il quale il gruppo narra di disagi e disadattati. Un tema oscuro che si ripercuoterà solo parzialmente sul mood del disco. Questo nuovo lavoro pone maggiormente l’accento sulla vena sperimentale del gruppo: l’intenzione è quella di creare un contrasto fra l’estrema raffinatezza e armonia dell’unione e sovrapposizione vocale con gli arrangiamenti che ricercano di sdraricare le strutture folk per soluzioni più irregolari o comunque fuori dagli standard. L’elettronica, in questo senso, gioca un ruolo importante (sentite come emerge in un brano come “Trip Trap” o come interviene sulla leggerezza di “The Village“).

L’iniziale  ”Once” è il chiaro principio di questo percorso con il suono disteso che poi sviluppa su ritmi più sostenuti e non proprio accomodanti.  In alcuni casi lo smussamento della melodia è quasi impercettibile e sublime e potrete notarlo in un brano come “By This” e successivamente nell’evocativa “So Far From Home“.

Ci sono anche i casi in cui il flusso è fluido e puro (“Bloodlines“) o costante (“Embers“) e all’opposto altri casi in cui aumenta l’ampiezza di livello fra ritmi e minimalismo (“Follow Follow“). Il finale è affidato a “Heavy Rock Warning” che incrementa il livello di intimità e di essenzialità con un tocco visionario nell’uso dell’elettronica.

Il gruppo di Londra ha saputo trovare una nuova strada ma con la consapevolezza delle proprie attitudini e gli strumenti a disposizione, in particolare l’aspetto vocale che resta l’aspetto stabilizzatore del loro sound. E’ la ricerca di un sound non statico che ha colpito particolarmente e fa di questo Turbines il loro miglior disco.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Embers
  • 2 · Trip Trap
  • 3 · By This
  • 4 · The Village
  • 5 · Bloodlines
  • 6 · Follow Follow
  • 7 · Once
  • 8 · So Far From Here
  • 9 · Heavy Rock Warning

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