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Recensioni | Pubblicato il 5 aprile 2013

Two More Canvases

Two More Canvases

Two More Canvases

Genere: Indie-rock, Pop-Rock

Anno: 2013

Casa Discografica: Autoproduzione

Servizio di:

Un genere saturo quello dell’indie-rock. Tanto pieno che anche gli stessi pionieri sono stati sommersi dalla quantità di proposte, cercando anche di rinnovarsi ma spesso senza risultati brillanti. Eppure ci sono band che in qualche modo riescono a catturare l’attenzione e fra queste c’è il quintetto con base a Firenze Two More Canvases.

Ne arrivano tante di proposte musicali alla nostra casella email. E abbiamo potuto constatare che tutti vogliono fare i musicisti, spesso senza poterselo permettere. Ed è per questo che una buona preparazione tecnica e una cura delle composizioni diventano fattori che al giorno d’oggi permettono di farsi notare e accrescere il gradimento del proprio lavoro.

Ed è proprio questo che fa dell’esordio omonimo Two More Canvases, un’ottima base di partenza per dare vita ad una proficua carriera. La band è formata da  Yuri Salihi (voce, chitarra), Giulio Maria Di Salvo (voce, chitarra) Tommaso Carlà (basso), Tommaso Brandini (tastiere), Alessio Bambi (batteria). Dall’ascolto dell’ep emerge la prevalenza l’aspetto melodico (in un’ottica armoniosa piuttosto che di semplificazione compositiva) con consistenti richiami al britpop e un forte amore (dichiarato) per il garage-rock.

Partiamo dal miglior brano dell’ep ovvero “Desirée” che da anche l’idea dell’ecletticità ritmica della loro musica; c’è la granulosità e la velocità di “All My Doubts” e ancora quella melodia ricercata, anche nella vocalità, di brani come “Inner” e “I’m Not Dead Yet” senza comunque rinunciare alla consistenza di fondo della loro musica.

Il fatto che siano giovanissimi non è da sottovalutare, in quanto spesso è l’irruenza spicciola a prevalere. In questo caso è la ricerca di un equilibrio e della razionalizzazione del suono ad avere la meglio. Non c’è ancora un sound riconoscibile ma almeno per ora questo aspetto ha poca rilevanza: alla fine ogni disco è come un mattone che lentamente costruisce l’identità di un gruppo. E questo primo mattone sembra essere solido e forte: ci dirà il tempo che tipo di costruzione verrà fuori.

Voto: 6,5/10

Tracklist:

  • 1 · I'm Not Dead Yet
  • 2 · Desirée
  • 3 · Unclean Babe
  • 4 · All My Doubts
  • 5 · Inner

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