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Recensioni | Pubblicato il 16 gennaio 2013

Pascal Pinon

Pascal Pinon

Twosomeness

Genere: Folk, pop, elettronica

Anno: 2013

Casa Discografica: Morr Music

Servizio di:

Vi abbiamo fatto spesso discorsi sulla centralità che stanno ricoprendo alcune label indipendenti per incrementare il livello di qualità della musica. Fra queste non possiamo non annoverare la tedesca Morr Music. Sta facendo un ottimo lavoro di ricerca e in particolare si sta focalizzando su alcuni gruppi artisti islandesi.

Dopo Seabear, Sin Fang, Amiina, Borko, è il turno delle sorelle gemelle Jófrídur e Ásthildur, meglio conosciute con il nome di Pascal Pinon. Si erano fatte conoscere con qualche ep e con l’album omonimo di debutto del 2010. Il 18 Gennaio uscità il loro secondo album intitolato Twosomeness. Dietro c’è la produzione di Alex Somers (già produttore degli Sigur Ros).

Le due musiciste sono cresciute dal loro esordio e si sono anche evolute: gli arrangiamenti sono più curati, costruiti con una maggiore consapevolezza e personalità; con questo disco danno spazio all’elettronica e perfezionano l’aspetto vocale con dei back vocal praticamente impeccabili. Siamo davanti all’arte di miscelare perfettamente folk e pop e le Pascal Pinon realizzano un’opera estremamente convincente e affascinante. 

L’apertura è affidata ai ritmi semi-sostenuti (in senso lato) di  “Ekki Vanmeta” nella quale si sente subito il salto di qualità, soprattutto nel cantato. “Þerney (One Thing)” ci introduce subito in un altro mondo con i ritmi distesi portati dall’elegante incrocio fra chitarra, tastiere ed elettronica su cui si poggiano le splendide armonie vocali di Jófrídur e Ásthildur.

Il ruolo dell’elettronica si definisce meglio nella raffinatezza di “Evgeny Kissin”, tra i migliori brani dell’album, e nel sublime crescendo di “When I Can’t Sleep”:  funge da tappeto e da campo di atterraggio per i giochi vocali delle Pascal Pinon e solo in alcuni casi funge da elemento destrutturante e destabilizzante (ad esempio questo avviene in Kertið e nella desolante e minimalista “Sumarmál”). La chitarra prende la scena con “Good and bad Things“, che risulta il pezzo più convenzionale del disco. Maestosa chiusura con l’evocativa “Rifrildi” che mette ancora una volta in evidenza il valore aggiunto della voce come strumento.

Questo secondo album non solo conferma la bravura delle due sorelle nel saper produrre melodia senza facili manierismi ma ha dimostrato anche la capacità delle Pascal Pinon di portare la loro musica ad un livello successivo. Infatti Twosomeness rispetto all’omonimo esordio ha quella magia, quel fattore indefinibile che riescono a infondere solo certi artisti. E loro sono sulla buona strada per diventare quel tipo di artista.

 

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Ekki Vanmeta
  • 2 · Þerney (One Thing)
  • 3 · Somewhere
  • 4 · Evgeny Kissin
  • 5 · When I Can’t Sleep
  • 6 · Annar Logi
  • 7 · Kertið
  • 8 · Sumarmál
  • 9 · Bloom
  • 10 · Fernando
  • 11 · Good And Bad Things
  • 12 · Rifrildi

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